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False notizie, bufale e fotomontaggi popolano il mondo di Pokemon Go

Pokemon Go è diventato ormai un fenomeno mondiale tanto che da giorni ormai non si fa che parlare di allenamenti, creature rare, trucchi, problemi di privacy ma anche del suo straordinario successo. Ma per ogni fenomeno virale che si rispetti esistono aspetti positivi, aspetti negativi e anche numerose bufale che circolano in Internet.

Non tutto quello che circola sul web è vero, infatti in questo periodo si sono moltiplicate le false notizie, le bufale e i fotomontaggi per quanto riguarda il fenomeno Pokemon Go, vediamone alcune tra le più simpatiche:

1. Pokemon Go diventerà a pagamento

Non c’è da preoccuparsi perché il tormentone del momento continuerà a essere del tutto gratuito. Per via dell’immenso successo che ha ottenuto il videogioco sviluppato da Niantic per iOS e Android, e per via del fatto i server sono andati completamente in tilt a causa del sovraccarico di giocatori, ha iniziato a circolare in Internet la voce che presto per giocare a Pokemon Go bisognerà pagare un canone mensile. I circa 12 euro al mese di cui si parla, però, riguarderebbero un upgrade relativo a un accesso privilegiato a server più potenti.

2. I Simpson non hanno predetto l’arrivo di Pokémon Go

Circola in rete un bel fotomontaggio che mostra Homer Simpson con lo smartphone in mano, che riprende un Pikachu a un angolo del pavimento, visibile grazie a un’app che somiglia molto a quella di Pokemon Go. La foto, come detto, è un fotomontaggio perché nella puntata a cui si fa riferimento si vede un dito che punta all’angolo del pavimento, ma non c’è nessun telefonino né tanto meno nessun Pikachu da catturare.

3. Pokemon Go non è un’app satanista

A tal proposito sta circolando online una falsa intervista al creatore del gioco Satoshi Tajiri in cui egli stesso ammetterebbe che il gioco sarebbe nato per i satanisti e con l’intento di vendicarsi contro la formazione cristiana ricevuta dai propri genitori. Nelle finte dichiarazioni si scaglia contro la cristianità e riconosce nei Pokemon la la risposta ai perché della vita. Ovviamente si tratta di una bufala soprattutto perché è noto come sia difficilissimo ottenere delle dichiarazioni dal creatore del gioco Satoshi Tajiri.

4. Nessun giovane è stato ucciso per violazione di domicilio

Un’altra notizia falsa riguarda un ragazzo di 15 anni che sarebbe entrato in un giardino privato per catturare un Pokemon e sarebbe stato ucciso dal proprietario, un uomo di 47 anni che non avrebbe gradito l’intrusione. Il tragico episodio, riguardante il Nord Carolina, per fortuna non è mai accaduto. La notizia è stata pubblicata dal sito satirico TheNoChill con uno scopo prettamente ironico non giornalistico.

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5. Nessun fratricidio causato da Pokemon eliminati

Un’altra notizia di cronaca, anche in questo caso falsa, ha sempre come protagonista un giovane di 15 anni che avrebbe ucciso il fratellino colpevole di aver cancellato accidentalmente alcuni Pokemon. Alcuni dei personaggi catturati con lo smartphone sarebbero stati cancellati per errore insieme a una parte dei dati del gioco, scatenando l’ira che ha spinto il 15enne a commettere il fratricidio. Per fortuna anche in questo caso la notizia è una bufala pubblicata dal sito CartelPress.com con lo scopo di attirare click.

6. Nessun disastro stradale in Massachusetts a causa di Pokemon Go

Nessun mega incidente autostradale è avvenuto negli Stati Uniti a causa del noto videogioco. Si parla di decine di automobili coinvolte, mentre a provocare il disastro sarebbe stato un giocatore 26enne alla ricerca di Pikachu. La notizia è sempre falsa e anche in questo caso è stata pubblicata dal sito CartelPress.com.

7. Autista Uber non ha assistito a un omicidio mentre giocava

Bufala anche questa. AlexRamiGaming, uno Youtuber, ha mandato in diretta streaming una partita a Pokemon Go mentre conduceva la propria vettura affiliata al servizio Uber in Texas. Durante il percorso ha pensato di vedere un cadavere ed è andato nel panico, così che una parte degli utenti che lo stavano seguendo ha deciso di contattare la polizia. Si trattava però di una messa in scena che è costata all’autista la sospensione dal servizio Uber visto che utilizzava lo smartphone mentre era alla guida.

8. I giocatori non sono nel mirino della polizia australiana

Altro fotomontaggio, questa volta proveniente dall’Australia, riguarda un finto cartello stradale che avvisa i giocatori che la polizia locale prenderà di mira gli allenatori di Pokemon Go. La bufala risale addirittura al 2008 ed è stata rispolverata per l’occasione.

In ogni caso, però, non mancano storie folli legate a questo gioco, dai veri incidenti stradali, alle persone che catturano i Pokemon nei cimiteri monumentali, nelle stazioni di polizia e nei siti dedicati alla memoria delle vittime di guerra, fino ai ragazzi che rifiutano le cure mediche pur di poter continuare a giocare. Massima attenzione, infine, perché sono già diversi i casi segnalati di furti a persone finite in zone isolate, o di inseguimenti grazie alla localizzazione disponibile sull’app.