pokemon go
Per l’imam di Al Azhar giocare a Pokemon Go è come bere gli alcolici, pratica proibita dall’Islam

Al Azhar, la massima autorità islamica sunnita in Egitto, ha deciso di bannare il gioco Pokemon Go perché ritenuto “blasfemo e contro l’Islam ma soprattutto in grado di influenzare la mente in modo negativo. L’esercito israeliano lo ha vietato categoricamente ai militari, sostenendo che può essere utilizzato per “raccogliere informazioni utili all’intelligence”.

Secondo Abbas Shouman, vicecapo ed assistente dell’imam di Al Azhar, giocare a Pokemon Go è come bere gli alcolici, pratica proibita dall’Islam, e inoltre questo “videogioco fa male al giocatore e agli altri senza che ne ve sia consapevolezza”. Pokemon Go è diventato virale in tutto il mondo, al tal punto che in Turchia, ad esempio, in questi giorni migliaia di persone sono state viste in strada a caccia dei mostriciattoli virtuali, finendo spesso dentro le moschee. Per questo motivo Shouman ha dichiarato guerra al celebre gioco della Nintendo affermando che quando lo smartphone diventa una “ossessione”, le persone potrebbero finire per trascurare il loro lavoro e la preghiera.

Il celebre videogioco non è al momento disponibile in Egitto, ma molti giovani sono riusciti lo stesso a scaricarlo. Il Ministero della Salute turco, inoltre, ha addirittura invitato i cittadini a non giocare in giro per le città nelle ore più calde, lanciando anche un appello a “guardare la strada e non lo schermo del cellulare, soprattutto quando si attraversa”.

Intanto il gioco in realtà virtuale, che sbarcherà a breve ufficialmente in tutta Europa, ha fatto segnare un record anche dal punto di vista economico: le azioni della Nintendo sono schizzate in borsa ma secondo il Nyt, Unity Technology – il gruppo che ha sviluppato il software alla base di Pokemon Go – ha raccolto ben 181 milioni di dollari nell’ultima tornata di investimenti. Infine, non si esclude che Pokemon Go diventi addirittura un film; la Legendary Pictures, produttore di Interstellar, starebbe valutando l’acquisto dei diritti per realizzarne un film di sicuro successo.