Everest
Una coppia di poliziotti indiani ha dichiarato di aver scalato il monte Everest. Le foto dell’impresa dimostrano che gli agenti hanno utilizzato Photoshop.

Nel corso di una conferenza stampa, tenutasi lo scorso 5 giugno 2016 alla presenza delle autorità indiane di Maharashtra, Dinesh e Tarakeshwari Rathod, una coppia di poliziotti sposati da otto anni, hanno dichiarato emozionati di aver coronato il sogno della loro vita: scalare il monte Everest. Tuttavia, dopo aver diffuso le fotografie dell’ardua impresa, un gruppo di esperti scalatori ha fatto notare ai presenti come i due avessero ritoccato le immagini con Photoshop. I coniugi sono stati denunciati. Attualmente, è stata aperta un’inchiesta dall’Ente del Turismo del Nepal.

“Siamo la prima coppia indiana ad aver scalato l’Everest. E, felicemente, lo annunciamo al mondo. Era il nostro obiettivo da anni e ci siamo detti che se ci fossimo riusciti, avremmo avuto finalmente un figlio“. Queste sono state le parole pronunciate dai due poliziotti, accompagnate da un lungo applauso durante la conferenza stampa organizzata per celebrare lo storico risultato.

Nonostante gli occhi lucidi, sembra che la coppia abbia visto la vetta più alta del continente asiatico soltanto in fotografia.

Eppure, già in passato…

Non sarebbe la prima volta che i due agenti di polizia vantino delle false gesta sportive. Già nel 2014, la coppia annunciò ai media asiatici di aver scalato le 10 vette più alte dell’Australia. La notizia, commemorata su diverse testate indiane, venne repentinamente smentita da un gruppo di alpinisti che riuscirono a dimostrare come i due coniugi avessero scalato soltanto 5 vette su 10. Pertanto, in quell’occasione, l’agenzia dell’alpinismo australiano si rifiutò di consegnare loro la meritata certificazione.

Un’impresa storica, ma qualcosa non quadra

Ma procediamo con ordine. Il 23 maggio 2016 i due trentenni, originari di Pune, informano l’agenzia di Makalu Adventures, in Nepal, di aver raggiunto la cima del monte Everest toccando quota 8.848 metri. Dopo aver esaminato le foto dell’impresa, l’ente decide di rilasciare alla coppia i certificati ufficiali, a seguito dei quali viene fissata una conferenza stampa per celebrare la storica scalata.

Il 5 giugno 2016, durante l’evento, vengono proiettate una serie di fotografie in presenza delle autorità indiane e di numerosi esperti scalatori. Tuttavia, questi ultimi iniziano a mostrare una serie di perplessità legate ad alcune anomalie evidenziate negli scatti.

Prima di tutto, i due coniugi dichiarano di aver raggiunto la cima del monte alle ore 6.25, eppure la luce e le ombre indicherebbero un altro orario, che si aggirerebbe intorno alle 11.00 o, addirittura, a qualche ora più tardi. Inoltre, qualcuno nota che Dinesh e Tarakeshwari Rathod indossano tute differenti, prima rosse e poi arancioni: “Impossibile cambiarsi a quelle quote, troppo freddo e troppa fatica“, commentano gli alpinisti.

L’accusa: merito di Photoshop

Sfortunatamente per la coppia, alla conferenza stampa risulta presente Satyarup Siddhanta, uno scalatore di 33 anni, che riconosce le proprie fotografie negli scatti dove appaiono esultanti i due poliziotti. Il giovane, indignato, non solo denuncia la coppia, ma divulga sui social network gli scatti “originali“, in cui lui è stato abilmente tagliato con Photoshop: “Assurdo, hanno preso le mie foto e le hanno modificate…e poi hanno anche ottenuto i certificati. Dove sta andando l’alpinismo? Vergognatevi!“.

Banditi per 10 anni dall’Himalaya

Chiaramente, l’Ente del Turismo del Nepal ha aperto un’inchiesta sull’accaduto. Qualora le accuse venissero confermate, Dinesh e Tarakeshwari Rathod saranno privati della certificazione ufficiale e rischieranno di essere banditi per 10 anni dalle montagne dell’Himalaya. Insomma, uno scherzetto che potrebbe costare davvero caro alla coppia di poliziotti.