Google quantum
Fin’ora i computer quantici esistenti non sono pronti all’uso di tutti i giorni, ma nel futuro potremo avere a disposizione una capacità di calcolo impensabile fino ad oggi

Google avrà pensato che prevenire è meglio che curare: la versione di Google Chrome per sviluppatori, Chrome Canary, sta sperimentando un metodo di criptazione  per salvaguardare le comunicazioni future da tentativi di decrittazione quantistica.

I computer quantistici sono l’evoluzione dei normali PC, ed anche se probabilmente in futuro non potremo usarli per giocare ai nostri titoli preferiti non significa che non potrebbero rivoluzionare le nostre vite. Con una potenza di calcolo 100 milioni di volte superiore a quella dei computer tradizionali, non stupisce se Google vuole mettersi al sicuro dalla possibilità che malintenzionati utilizzino dei computer quantistici su larga scala per decrittare gli algoritmi di cifratura oggi esistenti.

Infatti uno dei paradigmi che rendono sicuri gli algoritmi di criptazione odierni è che utilizzando un attacco brute force (forza bruta, provando tutte le possibili combinazioni finchè non si trova quella giusta) potrebbe volerci un tempo talmente lungo da scoraggiare qualunque malintenzionato, in alcuni casi estremi anche tempistiche superiori all’età dell’Universo. Per fare un esempio, per decifrare una password alfanumerica di 12 caratteri su Mac OS X di tipo SHA-1 ci vogliono all’incirca 7 giorni, per un totale di 3452271214392 password da provare; se la nostra password è di 20 caratteri, il tempo necessario per esaurire tutte le combinazioni diventa di 4 milioni di anni.

In un futuro neanche troppo lontano grandi laboratori attrezzati con computer quantistici per operazioni su larga scala potrebbero essere una minaccia per tutte quelle comunicazioni che hanno bisogno di essere trasmesse in sicurezza, senza che malintenzionati ne possano entrare in possesso facilmente: pensiamo ad esempio a documenti confidenziali del governo o di aziende private.

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Con la decrittazione quantistica, secondo Google, un computer quantistico “potrebbe avere accesso a tutte le comunicazioni private registrate oggi”. Ecco perché Google sta sperimentando un metodo di criptazione a prova di decrittazione quantistica su Chrome Canary, in gergo tecnico post-quantum algorithm, ad indicare la capacità dell’algoritmo con chiave condivisa di essere a prova di (futura, N.d.R.) decrittazione quantistica.

Potete controllare lo stato della vostra connessione tramite il Security Panel in Chrome Canary, guardando il tipo di chiave utilizzata per la connessione: dovreste trovare la dicitura “CECPQ1”, ad esempio navigando all’indirizzo https://play.google.com/store che è uno dei domini per cui la sperimentazione è attiva.

Google quantum

Google ci tiene a specificare che per ora l’algoritmo a chiave condivisa è in via di sperimentazione, e che la comunicazione a prova di decrittazione quantistica funziona solo verso alcuni dei dominii della casa di Mountain View. Pensate che questo tipo di contromisura sia necessaria, o non vi spaventate troppo per l’avvento dei computer quantistici? Fateci sapere nei commenti.