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Organismi viventi come i batteri utilizzati come hard disk

I batteri saranno la prossima frontiera di memorizzazione dei dati, non più HDD o SSD, gli scienziati stanno studiando un nuovo metodo di immagazzinamento tramite organismi viventi.

Se le macchine stanno diventando sempre più come gli esseri viventi, anche gli esseri viventi stanno diventando sempre più simili alle macchine e la ricerca condotta dell’Università di Harvard sembra proprio che stia dando i suoi frutti anche se sono ancora molti i passi da compiere prima che dentro smartphone, tablet, pc, Smart TV ecc. ci possano abitare dei batteri magazzinieri.

Batteri: lo storage del futuro

Sono gli Escherichia coli i batteri utilizzati per le ricerche, un tipo molto comune di batterio che si trova nella parte bassa nell’intestino degli animali a sangue caldo, compreso l’uomo. Con tali organismi si sta tentando di immagazzinare un certo quantitativo di dati nel DNA da trasferire poi di generazione in generazione alla prole del batterio.

Per ora il processo è riuscito solo con 100 byte di dati, una goccia nel mare dei miliardi di byte che utilizziamo su tutti i nostri dispositivi, ma è stata aperta una nuova strada che non sappiamo ancora dove ci potrà portare. Il processo di immagazzinamento nei batteri è relativamente semplice ed è una tecnica nota agli scienziati.

I dati da memorizzare vengono travestiti da virus, quando un batterio rileva un virus taglia e incolla parte del DNA del virus e lo aggancia al proprio genoma in modo che possa riconoscerlo in futuro. In questo modo gli organismi creano immunità verso determinati virus nel corso del tempo.

Il codice potrebbe contenere qualsiasi cosa, da una lettera, ad un programma per computer. La vera sfida era di replicare tutto questo all’interno di una cellula vivente con tutti i suoi processi naturali. Purtroppo non tutti i batteri delle generazioni successive hanno ricevuto i dati completi. Questo significa che il lavoro su questo tipo di sperimentazione è ancora lungo da fare.

Utilizzare i batteri per immagazzinare i dati di un pc o smartphone potrebbe essere il futuro della tecnologia, un futuro in cui migliorerebbe notevolmente la durata dei sistemi di immagazzinamento, HDD ed SSD non sono eterni. Pensare ad organi viventi non è poi un’idea così strana, in fondo il nostro cervello si può definire un super computer.

FONTEScience
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