Project Abacus
Grazie a Project Abacus, Google fornirà sistemi di login privi di password, basati su riconoscimento vocale, velocità di scrittura e geolocalizzazione.

La scorsa settimana, durante il Google I/O 2016, è stato presentato Project Abacus. Si tratta di un programma, sviluppato per tutti i terminali Android, il cui obiettivo è fornire sistemi di login privi di password, dunque basati su riconoscimento vocale, velocità di scrittura e geolocalizzazione dell’utente. Il progetto potrebbe concretizzarsi entro il termine del 2016.

Il colosso di Mountain View ha dichiarato di nutrire forti dubbi sulla validità dei sistemi di sicurezza, legati alla privacy dei suoi fruitori. E benché abbia annunciato in maniera molto discreta il suo ultimo impegno per la salvaguardia dei dati, non vuol dire che tale attività debba passare quasi inosservata.

L’intento di Big G sarebbe quello di sostituire il tradizionale medoto di accesso con una tecnologia che poggia sulla fiducia dell’utente. Ovviamente, i primi a poter abbandonare le lunghe password alfanumeriche, spesso arricchite da caratteri speciali, sanno gli istituti di credito che si ritengono, fin da ora, pronti a sperimentare l’efficacia di questo innovativo programma offerto da Google.

Project Abacus potrebbe essere rilasciato dagli sviluppatori entro la fine dell’anno. Intanto, nel corso della conferenza annuale svoltasi la scorsa settimana a San Francisco, sarebbe emersa la volontà, da parte di Big G, di affidarsi a modelli in grado di potenziare la personalizzazione del sistema di sicurezza mediante l’elaborazione di alcuni dati che saranno forniti al famoso motore di ricerca grazie alla presunta, quanto auspicata, collaborazione degli utenti. Tutto ciò sarà possibile una volta che saranno rese disponibili le Trust API, quest’ultime non presenti in Android N, la cui uscita è stata fissata in autunno. Pertanto, riconoscimento vocale, velocità di scrittura e geolocalizzazione potrebbero essere alcune delle applicazioni che consentiranno di poter sfruttare questo tipo di intelligenza.

Abbiamo tutti un telefono e ciascun telefono include diversi sensori. Perché il dispositivo non potrebbe, semplicemente, sapere chi sono così a non chiedere password? Dovrei solo poterlo usare” ha precisato Daniel Kaufman, responsabile presso la divisione Advanced Technology and Projects. In effetti, qualcosa di analogo, accade anche per Smart Lock che favorisce lo sblocco automatico del dispositivo quando lo stesso riconosce un altro device Bluetooth attivo nelle vicinanze.

Intanto, gli occhi sono puntati sulla presentazione ufficiale di Project Magenta, prevista per il 1 giugno 2016. Infatti, Google si dice pronto allo sviluppo di un software che consentirà all’Intelligenza Artificiale di realizzare delle opere d’arte.