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Watson, l’intelligenza artificiale di IBM

Watson, il super computer di IBM, si unisce alla lotta contro i criminali informatici. Si tratta di una nuova versione “cloud” della tecnologia cognitiva, applicata nell’ambito della cyber security. IBM vuole dare una mano agli analisti che tutti i giorni sventano attacchi informatici e neutralizzano minacce. Questa macchina, infatti, può individuare tracce, dati e correlazioni, difficilmente identificabili perfino dagli esperti.

Watson for Cyber Security

Il progetto Watson for Cyber Security durerà circa un anno e sarà costituito da un periodo di apprendistato per il super computer. A partire dal prossimo autunno, infatti, ben otto università si occuperanno dell’intelligenza artificiale insegnandole tutto ciò che c’è da sapere in questo campo. I centri che hanno preso parte all’iniziativa sono molto avanzati nei programmi di formazione sulla sicurezza informatica. Tra esse, infatti, rientrano addirittura il Mit di Boston, l’ateneo di Ottawa e quello di Waterloo.
Sarà la banca dati X-Force, però, a detenere il ruolo più importante nell’addestramento di Watson. Come spiegato da IBM, infatti, “si tratta di un patrimonio di conoscenze estremamente vasto e specializzato, che comprende 20 anni di ricerca sulla sicurezza, dettagli relativi a 8 milioni di attacchi di tipo spam e phishing e oltre 100.000 vulnerabilità documentate“.

Le capacità del super computer

Al termine del periodo indicato, Watson costituirà un’arma importante nella lotta al crimine informatico. In questo lasso di tempo, infatti, l’apparecchio acquisirà tecniche avanzate di analisi del linguaggio naturale e di data mining. Il computer, inoltre, saprà codificare anche dati non strutturati e strumenti di presentazione grafica. In questo modo, gli analisti informatici potranno individuare con più facilità le connessioni tra i dati esaminati e un malware emergente.