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Isola di Colon, Panama: un intero villaggio costruito con bottiglie di plastica

Case costruite con le bottiglie di plastica. È il progetto che si prefigge di realizzare delle abitazioni sull’isola di Colon, Panama, per risolvere due problemi: quello delle abitazioni e quello dei rifiuti.

Non è una novità, di progetti simili ce ne sono già da qualche tempo. Lo scorso anno abbiamo parlato degli Ecobrick e del progetto olandese di realizzare strade con la plastica. Il progetto Plastic Bottle Village è stato lanciato dall’imprenditore Robert Bezeau.

Bottiglie di plastica per costruire un villaggio

20 mila bottiglie di plastica fanno parte delle pareti della prima abitazione “ecologica” realizzata sull’isola di Colon. Il problema dei rifiuti è particolarmente sentito su un’isola, soprattutto se questa si trova in zone del mondo con diversi disagi, soprattutto economici. Non che da noi sia meno sentito.

Ci sono in cantiere 120 abitazioni che saranno realizzate con un telaio in acciaio in cui saranno sistemate le bottiglie di plastica poi ricoperte di calcestruzzo. La realizzazione di queste case avviene in una frazione di tempo e con un risparmio sui materiali utilizzati normalmente. Nel corso dei tre fasi di sviluppo, il villaggio sarà composto da circa 120 case/lotti e saranno realizzati ambienti naturali con zone verdi, un padiglione per lo yoga, sentieri, piccoli parchi per barbecue e gite fuori porta.

Il villaggio è stato progettato per coesistere con la natura e la giungla tropicale. La comunità si trova su alcuni dei beni immobili più privilegiata di Isla Colon. I residenti di questa comunità esclusiva faranno la loro parte per cambiare il mondo in una direzione positiva.

L’uomo medio può consumare 15 o più bevande in bottiglie di plastica ogni mese. Se si vive fino a 80 anni si consumano, e quindi si gettano via, un minimo di 14.400 bottiglie di plastica. Queste bottiglie impiegano centinaia di anni per degradarsi in piccoli pezzi di plastica, che poi vengono ingeriti da pesci e uccelli. Questo porta ad una riduzione della vita di questi animali, ma non solo perché poi mangiamo quei pesci che l’hanno ingerita con un danno per la nostra salute.