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Gli scienziati hanno scoperto tre pianeti simili alla Terra e, potenzialmente, abitabili.

In Belgio, un team di ricercatori dell’Università di Liegi ha individuato tre pianeti molto simili alla Terra, che ruotano intorno alla stella Trappist-1. Si tratta di tre mondi potenzialmente abitabili, caratterizzati da dimensioni e temperature che si avvinano a quelle del nostro pianeta, dal quale distano circa 39 anni luce. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista “Nature“.

Forse, per individuare nuove forme di vita non bisogna andare poi così lontano. L’identificazione è avvenuta grazie al telescopio belga a infrarossi, “Trappist“, installato presso l’European Southern Observatory (ESO), in Cile. Questa straordinaria scoperta scientifica, che giunge nelle ultime ore, potrebbe – finalmente – dimostrare che una parte significativa delle stelle nane ultrafredde sia in grado di ospitare pianeti abitabili.

Finora l’esitenza di questi cosiddetti ‘mondi rossi’, orbitanti intorno a stelle nane ultrafredde, era pura teoria. Ora, ne abbiamo ben tre.” ha voluto sottolineare Emmanuel Jehin, che ha preso parte al gruppo di ricerca.

Ad attirare l’attenzione degli astronomi è stata l’intercettazione di periodiche variazioni della luminosità della piccola stella Trappist-1, dovute al transito dei tre corpi che le orbitano attorno. Posta nella Costellazione dell’Acquario, tale stella risulta essere poco più grande di Giove e possiede una temperatura pari alla metà di quella raggiunta dal Sole. Invece, per quanto riguarda i tre nuovi pianeti, essi si collocano all’interno della fascia abitale ovvero nella zona in cui radiazione e calore rendono possibile la presenza di acqua allo stato liquido. Gli scienziati ipotizzano che i tre pianeti siano di natura rocciosa, paragonabili alla Terra e a Venere per dimensioni e temperatura.

Se esiste vita fuori dal Sistema solare, questi tre esopianeti potrebbero essere la nostra migliore chance per trovarla. Grazie ai telescopi giganti, che sono attualmente in costruzione, saremo presto in grado di studiare la composizione dell’atmosfera di questi corpi, in modo da cercare la presenza di acqua e tracce di attività biologica. Si tratta di un enorme passo avanti nella ricerca di vita nell’universo” ha spiegato Michael Gillon, l’astrofisico a capo del progetto.

Nel corso delle sistematiche osservazioni al telescopio, sono stati analizzati i moti di rotazione dei tre mondi. Il primo impiega un giorno e mezzo per girare intorno alla stella Trappist-1; il secondo 2,4 giorni; mentre il terzo si avvale di un periodo complesso, che varia dai 4,5 ai 73 giorni, pertanto da definire.

Questi periodi orbitali così brevi indicano che i pianeti si trovano 20-100 volte più vicini alla loro stella di quanto lo sia la Terra al Sole. Per tale ragione, la struttura di questo sistema planetario è molto più simile, in scala, al sistema delle lune di Giove piuttosto che al Sistema Solare” ha precisato lo studioso prima di proseguire: “Se venisse dimostrato, che pianeti simili alla Terra siano comuni nella Via Lattea, allora i mondi potenzialmente abitabili potrebbero essere molto più numerosi di quanto si sia mai creduto“.