smartphone e depressione
La depressione si curerà con lo smartphone

Lo smartphone per la cura della depressione. È quello che ci si prospetta nel prossimo futuro, ovvero quando i dispositivi elettronici saranno in grado di fronteggiare malattie come la depressione, l’epilessia e la sclerosi multipla.

Il nuovo programma di ricerca internazionale avrà come obiettivo quello di esplorare il potenziale dei dispositivi portatili, tra telefonia e smartband, in grado di monitorare le persone affette da queste patologie. Il finanziamento finora stanziato si aggira attorno gli 11 milioni di euro e il progetto è sostenuto dalla Innovative Medicines Initiative della Commissione europea.

Il progetto

Il progetto mira, come anticipato, a monitorare i sintomi e la qualità della vita dei pazienti. E, questo, attraverso un’attenta valutazione dei parametri riguardanti il movimento e i trattamenti. Il tutto coadiuvato da smartphone e dispositivi indossabili che, in tempo reale, potranno fornire adeguati segnali anomali sul paziente. Inoltre, questo continuo monitoraggio avvertirà gli esperti tempestivamente di eventuali aggravamenti, ricadute o peggioramenti delle condizioni di salute del paziente.

Il programma finora riunisce esperti provenienti da diversi campi disciplinari, tra i quali la clinica e la ricerca biomedica, l’ingegneria, l’informatica, le tecnologie informatiche e la biostatistica. I ricercatori, in particolare, si concentreranno su malattie come la depressione, l’epilessia e la sclerosi multipla. Tutti disturbi ben distinti tra loro, con cause e sintomi diversi, ma ognuno accomunato all’altro dal fatto che i pazienti patiscono dapprima sintomi gestibili, per poi giungere a periodi di peggioramento e riacutizzazione.

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Un comune smartphone, dunque, può aiutare i medici nel preventivare questa serie di cose. E, quindi, consentendo di individuare quando un paziente sta peggiorando. Ad esempio, nel caso della depressione, il comportamento del paziente può cambiare repentinamente. Come anche la qualità del sonno e la sua inattività.

I dispositivi elettronici, quindi, che siano smartphone o device indossabili, saranno chiamati a identificare i sintomi in modo repentino i ricercatori e i medici, in modo tale da trovare la tecnica giusta per intervenire.