paralisi
Con un chip torna

Torna a muovere la mano grazie ad un chip impiantato nel cervello. È il risultato cui è giunto il team guidato da Ali Rezai, della Ohio State University, e Chad Bouton, dell’Istituto Feinstein, i quali hanno eseguito una ricerca su un ragazzo, Ian Burkhart, di 24 anni, paralizzato in seguito ad un incidente.

Innanzitutto, va specificato che non si tratta di una cura per la paralisi. Il ragazzo, infatti, muove la mano solo se attaccato al computer. Il prossimo step, dunque, sarà quello di miniaturizzare l’apparato e, magari, renderlo senza fili. Un passaggio che permetterà i pazienti di utilizzare il sistema anche a casa.

Un “bypass neurale”

Il chip, quindi, viene impiantato in testa. Dotato di un sistema hi-tech, questo connette il cervello ai muscoli. In tal modo, si aggira la lesione che interrompe il legame e ripristina il controllo degli arti. “Durante l’ultimo decennio abbiamo imparato a come decifrare i segnali dal cervello di pazienti che sono completamente paralizzati ed ora, per la prima volta, questi pensieri sono stati tradotti in movimento“, ha specificato Chad Bouton, del Feinstein Institute for Medical Research di New York.

Leggi anche:  Il GPS negli smartphone: nel 2018 sarà migliorata la localizzazione

Dopo che l’impianto viene inserito nel cervello, al paziente spetta un periodo di esercizi durante il quale il sistema elettronico si abitua ai movimenti del polso e della mano. Iter medico che è toccato anche a Burkhart.

Nel corso delle 15 settimane di prove ed esercizi, il 24enne ha affrontato una serie di esercizi ad hoc per permettergli di tornare a muovere la mano dopo che un incidente gli aveva provocato la paralisi di gambe e braccia. Tornare, dunque, a veder recuperati i movimenti del suo arto è stata sicuramente un’emozione non da poco. Anche in movimenti quotidiani, come versare dell’acqua dalla bottiglia. Un traguardo che lascia ben sperare per il futuro, dopo l’ottimo risultato ottenuto con questo paziente “0”.