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Android arriva anche sugli altri pianeti del sistema solare

Sviluppatori Android, da oggi potrete condividere le vostre applicazioni anche sugli altri pianeti del sistema solare. Tramite un post sul sito ufficiale Google informa i creatori di app che possono allargare il loro bacino di utenza.

Android è disponibile su oltre un miliardo di dispositivi sul pianeta Terra. Il Play Store contiene applicazioni di ogni genere e per tutte le esigenze. Con il progresso delle esplorazioni spaziali e l’avvento del turismo galattico, il numero di utenti che scelgono di utilizzare un dispositivo di Mountain View aumenterà in modo esponenziale, un’ottima notizia per gli sviluppatori.

Secondo alcuni rumors provenienti da Marte l’interesse verso il robottino è molto alto anche se su alcuni pianeti come Plutone le cose non sembrano mettersi bene e per questo in quella zona del sistema solare le app non potranno essere distribuite. Gli abitanti di Plutone pare preferiscano iOS di Apple.

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Per aiutare a distribuire le loro applicazioni a livello interplanetario la Console per gli sviluppatori è stata aggiornata con nuove le linee guida insieme a quelle relative al Material Design. Nello sviluppo, progettazione e test delle app destinate agli altri pianeti occorrerà tener presente la differente forza di gravità che andrà ad influire in modo diverso sull’esperienza utente.

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The Guardian, la nota testata inglese, ha migliorato la sua app Android per consentire ad astronauti e viaggiatori spaziali di rimanere informati e aggiornati, mentre sono in orbita o sulla superficie della luna.

“Sono lieto di poter testare l’app del The Guardian per verificare la crescita interplanetaria di internet”, dice Vint Cerf, uno dei padri di internet in visita al Jet Propulsion Laboratory e a capo del Google Internet Evangelist. “La versione interstellare è in fase di sviluppo e non vedo l’ora di avere più applicazioni e giochi, sul Google Play, da testare nel volo spaziale”.

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Per venire incontro alle esigenze degli sviluppatori Android, Google ha pensato anche di fornire dei nominativi di astronauti che possano testare le applicazioni prima che queste vengano caricate sul Play Store.

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Android è davvero un software spaziale.

Grazie a Daniele Trimarchi per la segnalazione