google
Google multata in Francia per non aver rispettato il diritto all’oblio

Google riceve una multa di centomila euro dalla commissione nazionale francese per l’Informatica e la Libertà (CNIL) per non aver rispettato il diritto all’oblio a livello mondiale. Da Mountain View fanno sapere che sono pronti al ricorso per far valere le proprie ragioni.

Quella del diritto all’oblio è uno dei motivi di maggior contesa tra il colosso di Mountain View e l’Unione Europea. La disputa va avanti da tempo, già a febbraio si erano avuti i primi screzi tra il governo francese e l’azienda californiana. Il motivo della disputa è che il CNIL richiede la rimozione dei link, di chi ne fa richiesta, non solo a livello nazionale, ma globale.

Proprio a febbraio avevamo già scritto che:

All’indomani della sentenza sul “diritto all’oblio”, i cittadini dell’UE possono chiedere ai motori di ricerca di rimuovere le informazioni su di loro. I risultati, quindi, una volta rimossi non appariranno più nelle ricerche eseguite nel Vecchio Continente sul popolare motore di ricerca.

L’autorità di regolamentazione UE in materia di privacy è stata molto chiara e, in precedenza, aveva chiesto alla società di procedere in tal senso. Fino ad ora, quindi, i risultati di una eventuale ricerca sarebbero stati rimossi sotto quella che è definita “diritto di essere dimenticati”. E, di fatto, sono stati omessi solo dalle versioni europee di Google, quali ad esempio google.co.uk o google.fr. L’autorità per la protezione dei dati francese aveva minacciato la società con una multa se non avesse proceduto a rimuovere i dati dai siti globali, come google.com, allo stesso modo che su quelli europei.

Leggi anche:  Android 8.1 Oreo è in arrivo: ecco tutte le novità che ci dobbiamo aspettare

Oggi è arrivata la multa di centomila euro comminata dalla CNIL. Un portavoce di Google fa sapere che l’azienda non è intenzionata a tornare sui suoi passi in quanto il governo francese, attraverso il suo ente, non può decidere cosa si possa o meno ricercare in altri paesi. Naturalmente Google farà ricorso.