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Exomars, lanciato il 14 marzo 2016

Proton, il razzo russo, è stato lanciato ieri dalla base russa di Baikonur in direzione Marte. O meglio, sarà il suo passeggero ad arrivarci. Si tratta della sonda europea ExoMars che raggiungerà il pianeta rosso il 19 ottobre.

Il lancio era previsto per gennaio. Nonostante la partenza ritardata la sonda arriverà a destinazione comunque per la data prevista. Il motivo del ritardo del lancio è anche il motivo dell’arrivo nella data prevista con partenza a gennaio, il potenziamento della spinta del terzo stadio del razzo russo di Roscomos, Breeze M che ha rilasciato la sonda dell’ESA nello spazio alle 20,47 ora italiana. Il quarto e ultimo stadio (la copertura) ha lanciato la sonda europea nel vero e proprio viaggio verso Marte posizionandola nella giusta traiettoria.

Perché andare su Marte: lo scopo della missione

Lo sforzo tutto europeo di questa missione è di poter verificare che sul pianeta di tipo terrestre esista o sia esistita la vita sotto forma di microorganismi. Lo scopo è quello di poter portare un giorno, non troppo lontano, dei colonizzatori che possano ricavare il necessario per vivere dalle risorse del pianeta.

ExoMars: orgoglio italiano su Marte

Alla missione partecipa come maggiore investitore, insieme ai russi di Roscosmos, l’Italia con una quota del 32%. L’investimento non è solo economico, infatti il rover che atterrerà su Marte il 19 ottobre è tutto italiano.

ExoMars, in realtà, consiste in una doppia missione: quella che prevede l’ammaraggio sul pianeta roccioso alla ricerca di biotracce e quella di una sonda orbitante, anche questa italiana, la Trace Gas Orbiter (TGO) che avrà il compito di rilevare i gas atmosferici e la loro fonte per capire se effettivamente è presente metano nell’atmosfera.

Nel 2018 sarà lanciata un’altra sonda dotata di una trivella in grado di perforare fino a due metri di profondità dove si suppone possano esserci tracce di acqua e quindi di vita.

Perché proprio Marte?

Marte è il quarto dei pianeti di tipo terrestre insieme a Mercurio, Venere e Terra. Il nome deriva da quello del nostro pianeta perché, proprio come la Terra, anche sugli altri pianeti del sistema solare interno si trovano vulcani, crateri e montagne. Il motivo è che tali pianeti hanno la stessa conformazione con un nucleo metallico, un mantello di silicati e una crosta.

La scelta, dunque, è ricaduta su uno dei pianeti più simili al nostro e dove, grazie ai rilevamenti di altre sonde, si pensa possa esserci o ci sia stata vita. L’obiettivo finale è quello di realizzare una base permanente che possa ospitare degli esseri umani.

Un giorno, tra 20 o 30 anni, l’uomo colonizzerà un altro pianeta: Marte. Chi lo avrebbe detto, a dispetto di tanti libri e film sull’argomento, che i veri marziani non sono omini verdi, ma sono identici a noi, saremo noi.