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Android N: cosa c’è da sapere

Una vera sorpresa quella svelata da Google che ha reso disponibile la Developer Preview del nuovo sistema operativo Android N sui più recenti dispositivi della linea Nexus. Una sorpresa, dicevamo, perchè ci si aspettava l’annuncio per il prossimo Google I/O. Ma, si sa, Big G ha sempre voglia di stupire.

E, così, l’aggiornamento sarà disponibile solo su determinati dispositivi. La Developer Preview N dispone di un SDK aggiornato con immagini di sistema per i test sull’emulatore ufficiale di Android e su Nexus 6, Nexus 5X, Nexus 6P, Nexus Player, Nexus 9 e device Pixel C. Inoltre, sempre il gigante di Mountain View fa sapere che, per aiutare a testare queste caratteristiche su un tablet, gli sviluppatori potranno usufruire di uno sconto di 150 dollari sul Pixel C.

Ma vediamo nel dettaglio cosa dobiamo aspettarci da Android N.

Split-screen multitasking

Il clou di Android N è lo split-screen multitasking. Ciò significa che lo schermo del dispositivo può mostrare due differenti applicazioni contemporaneamente. Ovviamente, non una straordinaria novità, visto che si tratta di una funzione che abbiamo già visto sui dispositivi Apple e Samsung. Ad ogni buon conto, il sistema divide lo schermo con due applicazioni, mostrandole interamente, sia una sopra l’altra che affiancate. L’utente può trascinare la linea di divisione che le separa in modo da rendere un’app più grande dell’altra.

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Notifiche

Il nuovo set di funzionalità include anche un aggiornamento delle notifiche. In tal modo, sarà possibile rispondere direttamente dalle notifiche e l’interfaccia permetterà di vedere ulteriori informazioni di quello che si è fatto in precedenza. La funzione di risposta Direct permetterà di rispondere rapidamente ai messaggi di testo o aggiornare gli elenchi di attività all’interno dell’interfaccia di notifica.

Inoltre, è stata aggiunta anche la funzione Notifiche Bundle che raggruppa le notifiche, appunto, provenienti dalla stessa applicazione. A scelta e necessità dell’utente, tutte le notifiche possono essere “aperte” mediante un pulsante o con un gesto delle dita.

Project Svelte – riduzione dell’utilizzo della RAM

Inoltre, stiamo continuando ad investire in Project Svelte, uno sforzo per ridurre le esigenze di memoria di Android in modo che possa funzionare su una gamma molto più ampia di dispositivi in modo da rendere il lavoro più efficiente“, fa sapere Google. Project Svelte rappresenta un continuo sforzo da parte di Big G di ridurre al minimo l’uso della RAM di sistema e le applicazioni in tutta la gamma di dispositivi Android. In Android N, Project Svelte è focalizzato sull’ottimizzazione del modo in cui le applicazioni sono eseguite in background.

Impostazioni rapide

Con Android N, Google ha ampliato il campo di applicazione delle Impostazioni Rapide e ha aggiunto più spazio per ulteriori modalità a cui si può accedere scorrendo a sinistra o a destra. Google consente anche di scegliere quali icone delle Impostazioni Rapide far apparire e dove visualizzarle, consentendo agli utenti di aggiungerle o spostarle semplicemente trascinandole.

Android TV

Android N, tra le altre cose, aggiungerà la possibilità di registrare e riprodurre i contenuti da servizi di input come Android TV mediante nuove API di registrazione. Si potrà così controllare quali dati di un canale possono essere registrati, come registrare le sessioni e come salvarle, oltre a gestire l’interazione dell’utente con contenuti registrati.

Android for Work

Android for Work è stato aggiornato con una nuova funzionalità. Si potrà, infatti, impostare alcuni nuovi criteri di sicurezza grazie a password distinte. Le impronte digitali saranno utilizzate per sbloccare il profilo. Infine, gli utenti potranno scegliere di disattivare la modalità di lavoro, “spegnendo” il proprio profilo e le attività ad esso connesse.

Altre variazioni

Android N permette anche di “filtrare” le chiamate in entrata e ha anche migliorato il supporto per i casi bilingue. Google, poi, ha anche introdotto l’aggiunta di supporto per Java 8. Infine, un avvio diretto migliorerà i tempi di accensione del dispositivo, consentendo alle applicazioni di avere funzionalità limitate anche dopo un riavvio inatteso. “Se un dispositivo criptato si riavvia mentre l’utente sta dormendo, gli allarmi registrati, i messaggi e le chiamate in entrata possono ora continuare ad informare l’utente come sempre“, spiega Google.

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