Spy.Agent.SI
Spy.Agent.SI è il nuovo malware che minaccia i profili bancari degli utenti

C’è un nuovo pericoloso malware in circolazione sui dispositivi Android. Si tratta di Spy.Agent.SI, il trojan finanziario che attacca gli utenti del robottino verde. ESET, famosa casa produttrice slovacca, ne ha individuato le caratteristiche e gli obiettivi principali. Il virus ruba denaro dagli account bancari privati degli utenti.

Come agisce Spy.Agent.SI

Il malware, come la maggior parte delle minacce su Android, può entrare nei dispositivi tramite applicazioni scaricate da fonti sconosciute. Esso si nasconde sotto le vesti di Adobe Flash Player, lo strumento che consente la riproduzione di video e animazioni sui browser di Internet. Una volta scaricato, il virus si installa all’interno dello smartphone ed è molto difficile da rimuovere. Si concentra in particolar modo sugli utenti di Turchia, Nuova Zelanda e Australia, ma tutti gli utenti di Android sono potenzialmente in pericolo. Il malware, infatti, prende di mira 20 delle banche più conosciute al mondo ed è capace di manomettere in segreto le operazioni sui dispositivi. Le informazioni e i dati dei profili bancari, una lista dettagliata delle caratteristiche del dispositivo e il nome di ogni singola app scaricata vengono inviati a un computer esterno controllato dagli hacker. In questo modo, i criminali informatici sono in grado di rubare, spostare e spendere il denaro del conto bancario della vittima a loro piacimento.

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Perché Android è così colpito dai malware

Ogni giorno le minacce sul sistema operativo Android continuano ad aumentare. Il robottino verde, però, viene usato su oltre l’82 per cento degli smartphone, quindi è naturale che gli hacker si concentrino su di esso. A differenza di iOS, inoltre, il codice open source di Android è accessibile al pubblico. Ciò permette sia agli sviluppatori di utilizzarlo in libertà e ai malintenzionati di studiarne falle e debolezze. Nonostante questo scenario, però, non è Android il sistema operativo più colpito al mondo. Questo primato, infatti, va a Windows.