Impronte digitali
Impronte digitali: al Mobile World Congress di Barcellona è stato dimostrato quanto sia facile violare questo sistema di autenticazione ritenuto da molti sicuro.

Oggi le impronte digitali sono sempre più utilizzate come password. Al Mobile World Congress di Barcellona, però, è stato dimostrato quanto sia semplice replicare questa sorta di “password biologica” rendendo così questo sistema di autenticazione sempre meno sicuro.

Il pongo viola il Touch ID di iPhone

Nel corso dell’evento tenutosi a Barcellona dal 22 al 25 febbraio scorso, l’amministratore delegato di Vkansee ha “violato” il proprio iPhone utilizzando una “copia” delle proprie impronte digitali.

Avvalendosi di un irrisorio quantitativo di pongo (materiale plastico molto simile alla plastilina utilizzata per gioco dai bambini) l’amministratore delegato di Vkansee ha passato sopra il Touch ID del suo iPhone la “copia” delle sue impronte digitali rilasciata sullo stesso materiale plastico. Dopo solo qualche tentativo lo smartphone si è sbloccato generando lo stupore e la preoccupazione degli utenti che hanno visto il filmato di queste prove.

Le impronte digitali sempre meno sicure

Questo piccolo esperimento dimostra quanto sia sempre meno sicuro l’impiego delle nostre impronte digitali come password. Se ci pensiamo bene ogni giorno rilasciamo le nostre impronte digitali dappertutto: a casa, a scuola, sul nostro luogo di lavoro, al bar, in macchina. Potenzialmente basterebbe davvero poco per rubarci le nostre password “biologiche”. Se ciò accadesse i danni sarebbero molto gravi, se non addirittura irreparabili.

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Con molta probabilità, la necessità di trovare sistemi sempre più sicuri per sbloccare i nostri dispositivi, non sarà mai soddisfatta pienamente. Tuttavia è necessario trovare sistemi di autenticazione maggiormente sicuri. Oggi, infatti, il numero di violazioni di sistemi informatici ha raggiunto proporzioni inimmaginabili.