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3 è il primo operatore europeo a bloccare la pubblicità da mobile

3 o H3G, marchio fornitore di telefonia mobile del gruppo cinese Hutchison Whampoa, è pronto a bloccare la pubblicità indesiderata durante la navigazione da dispositivi mobili. L’importante innovazione interesserà Gran Bretagna ed Italia e renderà il gruppo, il primo più grande operatore europeo a muoversi in tal senso.

La compagnia di telefonia mobile ha raggiunto un importante accordo con “Shine Technologies”, azienda israeliana, per la fornitura di un servizio anti-pubblicità sui propri network britannici e italiani. In seguito vi sarà anche un rapido roll-out in altre nazioni. È importante ricordare che H3G è presente in ben 9 paesi: Austria, Danimarca, Hong Kong e Macao, Indonesia, Irlanda, Italia, Svezia, Regno Unito.

La mossa dell’operatore è motivo di seria preoccupazione per gli editori digitali che vedranno ridurre i propri introiti basati proprio sugli annunci pubblicitari, già abbastanza mortificati dall’utilizzo di applicativi anti-advertising da parte degli utenti.

Il motivo della mossa di H3G

3 ha affermato che la sua scelta sembra sia rivolta non ad eliminare ogni tipo di pubblicità, ma solamente quella più invasiva, lasciando all’utente maggiore libertà, maggior controllo e maggior consapevolezza degli annunci che riceve.

Il blocco interesserà per il prossimo futuro esclusivamente gli utenti britannici (9 milioni) e quelli italiani (10,1 milioni) e, sempre secondo quanto affermato da H3G, offrirà ai propri clienti un’esperienza unica di navigazione che nessun applicativo anti-pubblicità potrà mai offrire.

Tom Malleschitz, direttore marketing presso 3 UK, ha affermato: « Inutili ed eccessivi annunci pubblicitari sui dispositivi mobili annoiano i clienti e peggiorano la loro esperienza di navigazione. »

Il manager ha inoltre elencato tre importanti motivi per cui introdurre la tecnologia:

  • I clienti pagano un abbonamento dati, dunque non dovrebbero ricevere ulteriore pubblicità;
  • Alcune pubblicità mirano a rubare informazioni e dati dai clienti a loro insaputa;
  • I clienti dovrebbero visualizzare solo pubblicità pertinente sul loro smartphone e non eccessiva, intrusiva, irrilevante ed non voluta.

Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica. L’Internet Advertising Bureau (IAB), infatti, ha avvertito che la mossa di Tre potrebbe costringere gli editori a far pagare gli utenti per usufruire dei contenuti di cui attualmente fruiscono gratuitamente.

L’organizzazione ha dichiarato, tramite il proprio direttore marketing e comunicazione Alex Kozloff, quanto segue: « IAB crede che gli annunci finanzino il mondo di internet e rappresentino fonti essenziali di guadagno per gli editori. La pubblicità permette a questi ultimi, dunque, di fornire i loro contenuti, servizi o applicazioni in maniera gratuita o quasi. (…) Noi crediamo che il blocco degli annunci pubblicitari mini questo modello e ciò potrebbe significare che i consumatori debbano in futuro pagare per contenuti che attualmente ottengono gratuitamente. »

Il mondo del Web è sin dalla sua nascita basato sul binomio gratuità-pubblicità. Modificarne gli equilibri potrebbe significare un cambiamento epocale: un cambiamento probabilmente indesiderato dalla maggior parte degli utenti.