Android Pay

Presentato a maggio dell’anno scorso, ed entrato in funzione a settembre dello stesso anno negli Stati Uniti, Android Pay rappresenta la soluzione per i pagamenti elettronici targata Google. Lanciato in risposta ad Apple Pay, abbiamo avuto già modo di parlare di questo servizio targato Mountain View per via delle limitazioni imposte ai dispositivi dotati di permessi di root.

Come spiegato in modo esaustivo nel precedente articolo, i dispositivi con permessi di root non riuscivano a superare il controllo di sicurezza effettuato da Android Pay e questo rendeva impossibile utilizzare il servizio sui dispositivi con i permessi abilitati. Una scelta che aveva fatto discutere molto l’intera community Android, soprattutto per via della natura open source dell’intero progetto.

Direttamente da XDA, grazie allo sviluppatore Chainfire, era arrivata una soluzione molto semplice che permetteva di utilizzare Android Pay anche sui dispositivi con i permessi di Root abilitati. Dove stava il “trucco”? Utilizzando il metodo di rooting ideato da Chainfire la partizione/system non veniva alterata, in questo modo il dispositivo riusciva a superare il controllo di sicurezza ed Android Pay continuava a funzionare senza problemi.

Una soluzione che ha funzionato per diversi mesi, fino ad oggi. Secondo quanto riportato da AndroidPolice, Google ha rilasciato un aggiornamento per Android Pay che blocca l’accesso al servizio anche ai dispositivi con permessi di Root ottenuti tramite il metodo di Chainfire. Per il momento l’unica soluzione possibile è l’unroot del proprio dispositivo, restando in attesa di alternative che arriveranno quasi sicuramente nelle prossime settimane da XDA.