android glossario

Android non è solo un sistema operativo che fa muovere i nostri device, è un vero e proprio mondo in cui sono presenti termini tecnici e gergali che si utilizzano comunemente, spesso, senza conoscerne il vero significato.

Dunque, impariamo a conoscere meglio il sistema operativo di Google attraverso i termini che si utilizzano per descrivere le sue funzioni e anche quelle dei device su cui è montato.

ADB sta per Advance Debug Bridge e come dice la parola fa da ponte tra il dispositivo e il pc a cui lo si collega. L’ADB permette di modificare il dispositivo (o il software del dispositivo) tramite una linea di comando fornita tramite il PC. ADB è utilizzato principalmente dagli sviluppatori per creare e testare le loro applicazioni, ma può anche essere utilizzato dagli hacker per accedere al telefono dal computer ed eseguire alcuni comandi.

Android Studio è il corredo ufficiale di Google per lo sviluppo del software (una collezione di applicazioni di programmazione e strumenti, noto come SDK) che gli sviluppatori utilizzano per creare applicazioni per dispositivi Android. Android Studio include un editor di codice, i vari modelli di codice che è possibile utilizzare come base della vostra applicazione, simulatori del dispositivo per il test di applicazioni e numerosi altri strumenti di sviluppo.

android studio

API: Abbreviazione di Application Programming Interface. Le API sono funzioni che gli sviluppatori possono richiamare per accedere alle funzioni specifiche di programmi, codice e servizi che altri hanno scritto. Ad esempio, se uno sviluppatore vuole disegnare un pulsante sullo schermo, si può inserire una piccola porzione di codice che dice “disegnare questo tipo di tasto, con questo colore, dimensione e stile, in questa posizione“, invece di utilizzare decine di linee di codice da fornire al processore grafico, nel dettaglio, su come disegnare un pulsante. Lo stesso si può fare se l’app vuole conoscere la tua posizione, è possibile utilizzare l’API posizione per “ottenere la posizione del dispositivo” e lasciare che sia il codice di Google a gestire il resto. Ci sono migliaia di API in Android, che coprono tutto, dal disegno degli elementi dell’interfaccia, alle fotocamere, all’accesso alla memoria, alla grafica 3D e molto altro.

ARM si riferisce all’architettura del processore più comunemente presente nei dispositivi mobili come smartphone e tablet. Mentre i processori basati su ARM possono variare notevolmente, si possono trovare nei più piccoli dispositivi mobili, così come sui server di fascia alta, le varianti utilizzate all’interno di smartphone e tablet sono progettati per essere più piccoli e per consumare meno energia rispetto ai processori che si trovano di solito sui PC.

Ciò non significa che i processori ARM sono deboli, anche se, i processori che si trovano all’interno dei dispositivi mobili sono cresciuti significativamente in potenza negli ultimi anni, tendenza che non mostra segni di rallentamento.

Lo standard dell’architettura ARM è gestito dalla società ARM, che concede in licenza il proprio design, i core e le architetture per i processori ad altri produttori. Samsung e Qualcomm sono due principali produttori di processori basati su ARM; anche Apple utilizza i propri processori ARM-based in iPhone e iPad.

Baseband: banda base/modem è un firmware che consente al telefono di connettersi alla rete wireless. Questo firmware controlla le funzioni low-level di base del telefono come la connettività alla rete cellulare, Wi-Fi e GPS. Spesso un aggiornamento radio/modem aiuterà con i problemi di potenza del segnale, il consumo della batteria e altro ancora. Il firmware radio/modem è specifico per ogni dispositivo e brand. In breve, è la parte del telefono che gestisce i suoi collegamenti radio (cellulare e Wi-Fi, per esempio).

android

Bootloader. Il bootloader è una riga di codice che viene eseguita prima ancora che il sistema operativo Android parta. Il codice del bootloader è specifico per ogni marca e modello dei molti dispositivi Android. Il Bootloader viene “bloccato”, perché il produttore del dispositivo non vuole che si possa danneggiare il software su cui hanno lavorato così duramente e ottimizzato per quel particolare hardware. Sbloccare il bootloader consente di armeggiare con il firmware del telefono, o addirittura di sostituirlo con un custom firmware (detto anche ROM). È importante notare che lo sblocco del bootloader cancellerà tutti i dati memorizzati sul telefono, in sostanza ritorna ad uno stato di “fabbrica”.

Dalvik e ART (acronimo di A ndroid R un t ime), in poche parole, sono ciò che permette di eseguire le applicazioni su Android. Sono quello che è conosciuto come “ambiente di runtime gestiti”. Si può pensare a loro come una “scatola” all’interno della quale si trovano tutte le applicazioni necessarie per eseguire Android. Con le applicazioni in esecuzione all’interno di una “scatola”, gli sviluppatori non devono preoccuparsi tanto per quale dispositivo si sta sviluppando l’app; Dalvink e ART gestiscono anche alcuni compiti sotto il cofano per conto delle applicazioni.

ART_vs-Dalvik-

Le applicazioni Android si basano principalmente su Java, ART (e, in precedenza, Dalvik) sono le parti di Android che compilano il codice Java per far funzionare il vostro dispositivo. La componente ART è nuova, è più veloce e sfrutta meglio le funzionalità del processore moderno rispetto al componente più anziano Dalvik.

Per approfondire leggi: ART e Dalvik conosciamoli e mettiamoli a confronto

Doze: è una novità introdotta con Android 6.0 Marshmallow. Doze è una funzione di risparmio energetico che impedisce al telefono di svolgere taluni compiti se il telefono è inattivo per un po’. Il device entra in una modalità di sonno profondo e si sveglia solo sporadicamente per gestire le operazioni in background. Questo consente di risparmiare molta energia della batteria. È attivo per impostazione predefinita, ma è possibile spegnerlo per le singole applicazioni.

Frammentazione: nel mondo Android, la varietà è certamente il sale della vita: i dispositivi Android sono disponibili in praticamente ogni forma o dimensione, e troverai quasi certamente almeno uno smartphone Android che ti piace. Mentre questa varietà può essere una buona cosa, per contro può anche causare problemi, come ad esempio app che non vengono eseguite su tutti i dispositivi oppure che arrivano lentamente sui nuovi OS Android. Gli osservatori fanno spesso riferimento a questo problema potenziale come “frammentazione”.

La frammentazione è realmente un problema? Per gli utenti “normali” non di certo. Per gli sviluppatori, forse. L’ampia varietà di hardware e software nel mondo Android può creare qualche problema agli sviluppatori le cui applicazioni devono essere testate su una vasta gamma di dispositivi per assicurarsi che funzionino bene. Ma, come detto sopra, ci sono le API che danno una grossa mano.

Nella seconda parte continueremo il viaggio nel mondo Android e impareremo il significato di HDR, IPS, Material Design e tanto altro. Se vuoi conoscere tutto sui termini relativi a kernel, custom ROM e root leggi: [Guida] Dizionario per tutti, significato di ROM, root, kernel, brick ecc.