faceboook
I quizz online sono pericolosi per la privacy degli utenti.

Facebook non è un posto sicuro per la privacy, i quizz del momento rubano le informazioni personali e le rivendono per scopi pubblicitari.

Molto spesso capita, scorrendo la nostre bacheche, di vedere i risultati di improbabili test che consentono all’utente di sapere chi è la sua anima gemella piuttosto che il miglior amico.

Ultimamente, l’utilizzo di questi quizz sta prendendo sempre più piede fra gli iscritti su Facebook che, si divertono a giocare con gli amici coinvolti nei risultati svelati dai test.mLa reazione a catena è assicurata.

Moltissimi utenti hanno sicuramente notato che, per accedere a questi giochini online è assolutamente necessario autenticarsi con il proprio account ed autorizzare l’utilizzo di tutti i propri dati personali (inclusi quelli dei profili che sono nostri amici sul social). Nella maggior parte dei casi queste autorizzazioni sono concesse senza pensare troppo alle conseguenze. Ovviamente, le aziende che propongono questi quizz hanno degli scopi e non sono assolutamente gratuite. L’utente “paga” con i suoi dati personali l’utilizzo dei test.

Facebook, i test on line si pagano con i propri dati personali

Sotto i riflettori in questo caso c’è l’azienda Meaww che, sta spopolando grazie ai tantissimi e divertenti quizz messi a disposizione degli iscritti al social.

Per poter usufruire dei giochini è necessario autenticarsi con il proprio account Facebook. Ufficialmente, questo consentirebbe all’azienda di guardare le interazioni con i nostri contatti e quindi trovare il miglior risultato per i test eseguiti.

In realtà, com’era prevedibile, leggendo le note sulla privacy la situazione è ben diversa. L’azienda si riserva di entrare in possesso di tutte le nostre informazioni personali (incluse quelle dei nostri contatti) anche e soprattutto a fini pubblicitari. I dati sono venduti ad aziende che si occupano di pubblicità online. Ovviamente, nelle note sulla privacy la cessione delle informazioni è “confezionata meglio” di quello che realmente è.

L’utilizzo dei dati personali dell’utente infatti sarebbe finalizzato alla creazione di annunci pubblicitari meglio rispondenti ai gusti dei clienti. Dovremmo forse, ringraziarli?