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Telegram interviene nella lotta contro il terrorismo

Dopo le ultime discussioni riguardo alla sua condotta, l’applicazione di messaggistica istantanea Telegram ha deciso di schierarsi nella lotta contro il terrorismo. 78 canali affialiati all’Isis e utilizzati per raccogliere fondi e sostegni per le operazioni terroriste sono stati chiusi dagli amministratori del sito.

Da molto tempo, infatti, Telegram veniva usato dagli estremisti islamici per via dei messaggi criptati, delle chat segrete e della possibilità di inviare messaggi autodistruttivi. I gestori del sito, però, hanno dichiarato di aver appena scoperto che l’Isis sfruttasse i suoi canali per diffondere la sua propaganda. La chiusura, infatti, è avvenuta soltanto in seguito alla segnalazione di canali abbastanza conosciuti da parte degli utenti. Alcuni arrivavano ad avere fino a 10 mila followers ed erano stati tradotti in diverse lingue.

I 78 canali bloccati durante le ultime, ad esempio, ore non erano solo in lingua araba ma in 12 idiomi diversi. L’operazione antiterrorismo, comunque, non si fermerà qui. Sul suo profilo ufficiale di Twitter, Telegram ha dichiarato che avrebbe migliorato le procedure per la segnalazione dei contenuti. L’intento è quello di rendere più facile riportare contenuti pubblici discutibili o di dubbia natura, in modo da velocizzare la chiusura dei canali.

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Il suo impegno si unisce a quello di Anonymous, che è subito sceso in campo dopo la strage di Parigi. Il gruppo di attivisti politici, infatti, ha già chiuso più di 6 mila profili su Twitter legati all’Isis o ad ambienti estremisti.