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Google ha deciso di tagliare i prezzi delle applicazioni Android in diciassette Paesi. Il motivo è da ricercare nella speranza di incrementare la domanda aumentando le vendite.

Google in un atto di generosità ha deciso di ridurre il prezzo delle applicazioni presenti sul Play Store in Paesi come Brasile, Filippine, Russia, Colombia e altri per un totale di diciassette, dall’elenco è esclusa l’Italia. In realtà questa mossa ha poco a che fare con la generosità da parte di Mountain View ed ha un aspetto prettamente economico sia a breve che a lungo termine.

La riduzione dei prezzi delle applicazioni e degli acquisti in app dovrebbe stimolare la domanda aumentano l’acquisto da parte degli utenti. Questa politica dei prezzi ha, dunque, un doppio effetto. Uno immediato di incremento delle entrate per gli sviluppatori e uno, non immediato, di aumento della base di utenti che utilizzano le applicazioni a pagamento. Questa seconda condizione comporta che Google avrà accesso ad un numero maggiore di carte di credito potendo così incrementare gli introiti provenienti dalle pubblicità mirate.

Questo significa che Google incrementerà le entrate sia per il maggior numero di applicazioni scaricate, quindi dal costo puro delle app (una percentuale va agli sviluppatori e la rimanente a Mountain View), sia dagli introiti pubblicitari indiretti.

È chiaro che gli sviluppatori potranno sempre decidere il prezzo delle proprie applicazioni e di quelli degli acquisti in app anche se è probabile che tutti si adegueranno alla nuova politica dei prezzi visto che porterà vantaggi agli sviluppatori stessi. Non è da sottovalutare il fatto che i Paesi coinvolti siano anche tra i più popolosi al mondo, la fase sperimentale è stata condotta in India ed ha portato ottimi risultati.

Ecco tutti i Paesi interessati:

  • Brasile;
  • Cile;
  • Colombia;
  • Ungheria;
  • Indonesia;
  • Malesia;
  • Messico;
  • Perù;
  • Filippine;
  • Polonia;
  • Russia;
  • Saudi Arabia;
  • Sud Africa;
  • Tailandia;
  • Turchia;
  • Ucraina;
  • Vietnam.

L’Italia non è inclusa, ma non è detto che non lo sarà in un prossimo futuro. L’abbassamento dei prezzi delle applicazioni potrebbe portare Google a decidere di estendere l’idea anche al resto del mondo.