Microsoft Android

Microsoft ha una nuova strategia come asso nella manica: sta infatti valutando di creare una versione su misura di Android per i suoi smartphone.

Il Windows Phone come sistema operativo non è proprio uno dei migliori: secondo le analisi effettuate Android è il primo sistema operativo mobile per diffusione davanti a iOS mentre Windows Phone si trova sotto la quota 3%.

Dopo le tante modifiche apportate, la domanda che Microsoft si pone è se, arrivati a questo punto, valga ancora la pena rilanciare un sistema operativo che ormai non da spiragli di rilancio. Vale quindi la pena insistere o forse è opportuno cambiare strategia e sviluppare una versione personale di Android così come ha fatto Amazon?

Android è infatti un sistema aperto, riadattabile con la sola limitazione di dover rinunciare ai servizi Google che si trovano integrati nella sua versione ufficiale. Quello che interessa a Microsoft è proprio una base Android per adattare i propri servizi.

Sembra che Microsoft abbia già iniziato a muoversi verso questa direzione: Redmond ha investito una somma per finanziare Cyanogen, la società che ha sviluppato un apprezzato sistema operativo derivato da Android, CyanogenMod, e il cui CEO è memorabile per l’affermazione: “Stiamo provando a riprenderci Android dal controllo di Google”.

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Redmond ha inoltre concluso quattro acquisizioni chiave per completare i preparativi: l’app per email Acompli , Sunrise, 6Wunderkinder, Double Labs.

Sappiamo anche che Microsoft ha depositato un brevetto per un sistema che permetterebbe di far funzionare diversi sistemi operativi su uno smartphone: questo brevetto permetterebbe la coesistenza di Windows Phone e Android.

I vantaggi per Microsoft sono del tutto evidenti: si potrebbe ovviare alla carenza di contenuti dei Windows Phone grazie alle app già disponibili di Android e inoltre Microsoft manterrebbe comunque il controllo sui servizi integrati.

Dopo tanti aspetti positivi Microsoft, abbracciando questa scelta, andrebbe in contro a grossi rischi, creando una concorrenza interna e mettendo in cattiva luce l’intera gamma Microsoft e tutti i suoi prodotti.