Wwf allarme Unesco

L’allarme lo lancia un rapporto del WWF e riguarda, nello specifico, parchi nazionali a barriere coralline. Le minacce per l’umanità si chiamano petrolio e miniere. E, purtroppo, si tratta di dati in crescita e riguardanti in special modo i Paesi in via di sviluppo.

70 i siti a rischio. Il 31% delle aree naturali Patrimonio dell’umanità sarebbe, infatti, a rischio a causa delle trivellazioni per petrolio, gas e minerali. In totale sono 229 tra barriere coralline, parchi nazionali, riserve naturalistiche che si contano a oggi. E, appunto, 70 di questi in pericolo. L’allarme, però, è stato amplificato dal fatto che si parla di rischio in crescita. Basti pensare al 24% di solo un anno fa.

La Grande Barriera Corallina in Australia, ad esempio, è uno di questi siti il cui ecosistema sarebbe in pericolo. Tra i luoghi più a rischio, sempre secondo il WWF, anche il Parco Nazionale Virunga nella Repubblica democratica del Congo, quello del Lago Malawi, la Riserva Selous in Tanzania, il parco nazionale Wood Buffalo in Canada e il delta del Danubio in Romania.

I siti naturali Patrimonio dell’umanità, che coprono meno dell’1% della superficie del Pianeta e hanno un valore eccezionale in termini di specie e paesaggi, corrono un rischio crescente di sfruttamento e di danni irreparabili, che a loro volta danneggiano le comunità dipendenti da questi luoghi per la sussistenza”, avverte il Wwf.

Ovviamente, a farne le spese, anche le specie animali. In pericolo, soprattutto (e come sempre), i gorilla di montagna e gli elefanti africani, i leopardi delle nevi, le balene e le tartarughe marine.

In Africa, più di 6 riserve su 10 sono minacciate dall’industria. Da qui scaturisce l’appello del WWF rivolto alle aziende e ai governi a prendere in considerazione la creazione di zone “no-go”, ovvero quelle aree interdette allo sfruttamento delle risorse e site all’interno delle aree protette.

Stiamo andando fino agli estremi confini della terra per accaparrarci risorse che stanno diventando sempre più difficili da estrarre”, David Nussbaum, direttore generale della ONG. “Alcuni dei luoghi più preziosi del mondo sono minacciati da attività industriali distruttive. La protezione di questi luoghi simbolici non è solo importante in termini di valore ambientale, è fondamentale per la sopravvivenza e il futuro delle persone che vi abitano”.