nexus 6P
Nexus 5X e Nexus 6P

Google ha risposto ad alcune critiche sul Nexus 6P e sul suo fratello minore, presentati da pochi giochi, affermando che migliorerà tutte le mancanze degli smartphone tramite aggiornamenti software che andranno a migliorare le features già presenti, soprattutto per la fotocamera del top di gamma.

Lo scorso 29 settembre Google ha tolto il velo sopra il Nexus 5X e Nexus 6P, i due nuovi smartphone della compagnia che puntano a mostrare tutto ciò che Android Marshmallow ha da offrire. In seguito alla presentazione molti consumatori si sono lamentati di alcune mancanze più o meno gravi, oltre al prezzo decisamente eccessivo per i mercati al di fuori degli Stati Uniti.

Durante la conferenza Google ha messo l’accento sulla fotocamera del Nexus 6P, la più avanzata mai prodotta per un device di questa serie in grado di competere e addirittura superare l’iPhone 6s Plus di Apple, preso come metro di paragone durante la presentazione. In molti hanno subito notato la mancanza di una feature decisamente necessaria, ovvero lo stabilizzatore ottico dell’immagine (OIS) che serve a ridurre al minimo i tremolii durante la registrazione di un video.

Il Nexus 6P include una caratteristica simile chiamata stabilizzazione elettronica dell’immagine (EIS) che tenta di migliorare il video durante la registrazione, ma la compagnia è intenzionata comunque a sopperire a quelle che per molti sono delle mancanze gravi tramite un aggiornamento software in futuro volto a migliorare ulteriormente l’algoritmo della fotocamera.

Durante un botta e risposta su Reddit due ingegneri di Google hanno risposto direttamente ad altri dubbi sul Nexus 5XNexus 6P. Le domande toccavano una gran varietà di argomenti ma vertevano in particolare su tanti aspetti dei due dispositivi che hanno deluso. In primis la mancanza della ricarica wireless, ritenuta inutile da Google poiché grazie alla USB Type C i due dispositivi possono ricaricarsi in maniera molto più rapida che in passato. A tal proposito, anche la porta USB non è stata esente da critiche: pur trattandosi del nuovo tipo C reversibile, la tecnologia utilizzata è ancora la vecchia USB 2.0 decisamente più lenta rispetto alla più nuova USB 3.0 nel trasferimento dei dati. I due smartphone saranno effettivamente in grado di ricaricarsi più velocemente? Lo sapremo solo quando potremo provarli con mano.

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Non sono mancate infine domande sulla sicurezza e sui dati personali: l’impronta digitale, che sul Nexus 6P ha fatto la sua comparsa con il nome di Nexus Imprint, resta registrata all’interno della memoria dello smartphone e nessuno può accedervi, neanche Google, dunque tutti quelli che avevano dei dubbi al riguardo potranno dormire sonni tranquilli.

Ricordiamo che i due nuovi smartphone Google Experience sono attualmente in preordine negli Stati Uniti, mentre in Italia dobbiamo aspettare ancora qualche giorno. Le parole di Google vi hanno rassicurato? O per quest’anno punterete su altro? Se optate per questa seconda opzione sappiate che non sarete i soli, perché in molti non hanno apprezzato la nuova filosofia della nostra cara vecchia Google.