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Facebook come strumento per gli studi sulla psicologia

Facebook è in grado di alterare il nostro umore ed è possibile notare una relazione tra i post in bacheca e i motivi psicologici dietro gli aggiornamenti di stato compulsivi. Sono queste le nuove, per alcuni preoccupanti, ricerche condotte da un’Università a Londra.

Utilizzare Facebook come strumento per studiare la complessa psiche umana? Per l’Università di Brunel a Londra è possibile. Secondo uno studio effettuato qualche tempo fa è presente molto spesso una motivazione psicologica dietro gli aggiornamenti di stato sul social network. La ricerca non ha fatto altro che confermare quello che tutti noi, in fondo, molto spesso pensiamo, perché si sa, Facebook è una vetrina di attività e sentimenti e tutti sono sotto l’occhio e il giudizio di tutti.

Gli studiosi dell’Università a Londra sono arrivati ad una conclusione: le persone che generalmente aggiornano il proprio stato informando gli altri della propria vita amorosa sono i più insicuri, alla ricerca di attenzioni e di mi piace facili per cercare di uscire da questa insicurezza. Viceversa, le persone che postano sempre le foto dei loro pasti salutari e delle loro attività sportive sono i più egocentrici, alla ricerca di mi piace facili per sentirsi appagati con se stessi e per mettersi in mostra.

La ricerca getta però un velo di preoccupazione su molti, soprattutto perché Facebook è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, e la facilità con cui chiunque può accedere al social network può portare a diversi problemi soprattutto alle persone con un carattere più debole. La cosa spaventa ancora di più anche e soprattutto quando la piattaforma viene utilizzata per studi più controversi. Qualche mese fa, infatti, diversi ricercatori hanno provato a manomettere il News Feed di circa 700.000 utenti rimuovendo a piacimento notizie e stati (sia positivi che negativi) al solo scopo di osservare se si verificasse o meno un cambiamento di umore negli utenti “sotto esame”.

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Il risultato? È venuto fuori che Facebook è effettivamente riuscito a manomettere l’umore delle persone in base ai contenuti che essi visualizzavano sulla propria bacheca. Lo studio è sicuramente interessante a livello psicologico e sociale, ma non è esente da critiche: e se uno degli utenti preso in esame fosse stato già depresso per problemi suoi e questo esperimento non avesse fatto altro che peggiorare la situazione? I potenziali danni di esperimenti del genere sono veramente pericolosi, soprattutto perché è molta la gente che si fa influenzare da quello che legge su internet.

Bisognerebbe invece riuscire a separare vita reale e social network, e capire che quello che ci scorre sotto gli occhi ogni giorno non è davvero lo specchio della realtà. Internet può essere un posto molto pericoloso e non per forza una persona che su Facebook ci appare perfetta e realizzata è poi effettivamente felice. Ci sono ragioni e motivazioni psicologiche ben più precise dietro agli aggiornamenti di stato rispetto a quello che la gente vuol dare a vedere.

Se utilizzato con più cautela, Facebook può rivelarsi un ottimo strumento per lo studio della psicologia e dei comportamenti umani. Nonostante i danni che possono accadere a livello individuale, come nel caso di soggetti fragili psicologicamente, studi di questo genere su larga scala possono portare a risultati difficilmente raggiungibili in altri contesti. Bisognerebbe soltanto imparare a non fare perennemente paragoni tra sé stessi e quello che la gente vuole che gli altri vedano.