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C’è chi ci ha definito la “Generazione IT“, B nata sotto il segno di Microsoft e Apple, dei tablet, degli smartphone, delle linee di comando diventate in seguito finestre di Windows e Mac OS.

Ma gli anni sono passati anche per noi e da nativi hi-tech, ci ritroviamo oggi con dei figli altrettanto “digitali”, tanto da far diventare la tecnologia un vero e proprio “affare di famiglia”. Ecco perché questo mese ci chiediamo: qual è il rapporto tra le nostre case e le nuove tecnologie? Come ci si confronta con essa e con l’educazione dei nostri figli? quest’inchiesta i genitori ne escono piuttosto bene e con una convinzione quasi unanime (94%): la tecnologia non ha peggiorato la vita da genitore, a patto, però, di riuscire a utilizzarla senza abusarne (63%).

La tecnologia, quindi, non è vista come un ostacolo o un problema, ma è comunque un qualcosa da usare con attenzione, e alla quale educare i propri figli in modo corretto. Il fatto che le famiglie considerino la tecnologia un valido ausilio quotidiano appare chiaro andando a scorrere i risultati dell’inchiesta. Ad esempio, uno degli aspetti più importanti e apprezzati è rappresentato dalla possibilità di comunicare a distanza, cosa che in passato era piuttosto complicato, se non impossibile fare.

Il 47% dei genitori intervistati pensa che la possibilità di contattare i propri figli in qualunque momento permetta di gestire meglio le piccole e grandi preoccupazioni quotidiane, mentre il 41% apprezza anche la possibilità di migliorare la sicurezza dei figli. Questo apprezzamento per gli smartphone, però, porta con sé un problema con seri risvolti.

Molti utilizzatori adottano infatti comportamenti scorretti, come portarsi il device a letto o utilizzarlo in momenti inopportuni, come a tavola o quando qualcuno ci parla. Una ricerca realizzata negli USA dal Boston Medical Center in 15 diversi fast food, ad esempio, ha rilevato come più del 70% dei genitori vengano distratti per buona parte del pranzo dallo smartphone, con il quale inviano SMS, telefonano o utilizzano app. Un terzo dei genitori, invece, ha utilizzato ininterrottamente lo smartphone per tutta la durata del pranzo. divertimento e multimedialità.

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In effetti ben il 74% ha dichiarato di utilizzarla per intrattenere i bambini quando si è in viaggio o in tutte quelle situazioni nelle quali i genitori non possono offrire loro tutta l’attenzione che meritano. Anche in questo caso, occorre fare attenzione e rispolverare una locuzione latina che i più conosceranno senz’altro: la tecnologia va sempre usata “Cum grano salis“, soprattutto quando di mezzo ci sono i bambini. Nella ricerca di D-Link, è interessante notare come al primo posto in assoluto tra le tecnologie più apprezzate e gradite dai genitori, si piazzino le fotocamere. Solo dopo troviamo la possibilità di bloccare l’accesso a Internet o impedire l’uso di dispositivi senza la supervisione di un adulto (e qui ritorna il bisogno di sicurezza).

Videogiochi e TV sono all’ultimo posto, con il 48% di genitori che li giudica positivamente, ma anche con un 34% che esprime un giudizio negativo su di essi (il restante 18% non si esprime per nulla). Anche PC e Internet conquistano un posto di primo piano, con il 92% degli intervistati che li giudica positivamente, molto probabilmente perché proprio tramite Internet e i computer è possibile accedere a innumerevoli fonti di informazione e supporto per la famiglia e l’educazione dei figli.

Molto ben considerati sono anche i sistemi di sorveglianza a distanza, come i baby monitor, che ottengono l’82% di giudizi positivi, nonché i tablet e gli smartphone, che registrano un 76% di giudizi positivi e solo il 19% negativi. Insomma, dall’inchiesta ne esce fuori un quadro quasi entusiastico, se si eccettua il tiepido giudizio sulla TV e sui videogiochi.

Ora tocca solo acquisire una maggior consapevolezza nell’utilizzo responsabile di questi strumenti, per evitare che possano distrarci quando invece dovremmo dedicare tutte le nostre attenzioni ai bambini.