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Un amore sbocciato; sarà contraccambiato?

Mettetevi comodi e ricontrollate il titolo di questo articolo perché non è una bufala. Microsoft ha veramente preparato una distribuzione Linux; questa nuova creatura si chiama Azure Cloud Switch (ACS) ed è un sistema operativo multipiattaforma, modulare, basato su Linux e destinato ai data center.

La vocazione stessa del software open source consente tutto questo, quindi a livello legale non c’è nulla di male. A livello morale e tecnologico, la cosa è spiazzante perchè Microsoft si è servita del software proveniente da un ecosistema che ha sempre bistrattato (a più riprese) per ottenere un prodotto performante.

Secondo Kamala Subramanian, una delle personalità di spicco a capo del progetto Azure Networking, a Redmond sono assolutamente convinti dell’esistenza di ottime piattaforme hardware (di diversi brand) che, però, devono cooperare fra loro al meglio; ecco quindi la decisione di Microsoft di affidarsi alla soluzione giunta con Azure Cloud Switch.

Microsoft non si è dilungata sulle motivazioni; probabilmente, creare una distribuzione basata su Linux, è stata un’esigenza dettata dalla varietà di soluzioni e dalla complessità generale dell’ecosistema cloud e server, ritenuto molto importante dai piani alti a Redmond. Ai più, questa decisione appare in linea con il personaggio di Satya Nadella, uno che non disdegna l’impiego di tecnologie altrui pur di ottenere un ottimo risultato.

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In tempi non sospetti, quella testa calda di Linus Torvalds, inventore del famoso kernel Linux (usato da tantissime distribuzioni, presente su molteplici elettrodomestici, sui nostri terminali Android, su tanti server in tutto il mondo, ecc.), se ne uscì con una frase: “if Microsoft ever does applications for Linux, it means I’ve won.”. Che dite, ha vinto?

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