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Huawei non si accontenta del terzo posto

Huawei è diventato uno dei più grandi produttori di smartphone al mondo, ma questo non basta. L’azienda vuole conquistare totalmente il mercato occidentale e a questo proposito ha ideato una strategia.

Huawei è stata fondata nel lontano 1988 a Shenzhen, in Cina, ma il primo smartphone dell’azienda è stato prodotto solo nel 2003. Da allora la compagnia è lentamente cresciuta fino a diventare uno dei più grandi e importanti produttori al mondo. Huawei è ovviamente più presente nel mercato asiatico, mercato in cui è stata fondata e in cui occupa uno spazio di rilievo. Negli ultimi anni, però, gli OEM cinesi hanno cominciato ad osservare più da vicino le enormi possibilità offerte dal mercato occidentale e molti di essi hanno cominciato ad avventurarsi anche in questi Paesi.

Espandersi oltre i confini asiatici rappresenta un enorme ostacolo per i produttori cinesi, inclusa Huawei, perché la concorrenza in questo campo è spietata. Attualmente, però, Huawei è una delle poche se non l’unica azienda cinese ad aver superato questo ostacolo, posizionandosi al terzo posto dei maggiori produttori di smartphone mondiali. Questo però non è abbastanza per la compagnia, che intende espandersi maggiormente nel mercato occidentale dove vede innumerevoli possibilità. Ma come ha intenzione di fare ciò?

Innanzitutto il primo obiettivo di Huawei è quello di rompere i luoghi comuni che gli americani e gli europei affidano agli smartphone cinesi. Una parte significativa della popolazione degli Stati Uniti, infatti, crede ancora che i produttori di smartphone cinesi non abbiano la capacità di realizzare prodotti di alta qualità che possano competere con quelli dei maggiori produttori. Huawei è a conoscenza di questo pregiudizio, e sta prendendo le dovute precauzioni per risolvere questo problema. Nel corso degli anni sono emersi sempre più smartphone cinesi dal prezzo competitivo e dalle caratteristiche di tutto rispetto, come per esempio il tanto decantato Huawei P8. La compagnia è dunque in procinto di produrre sempre più smartphone di alta qualità di questo tipo, da vendere negli Stati Uniti e negli altri mercati occidentali al solo scopo di provare come uno smartphone prodotto in Cina non sia necessariamente un prodotto di bassa qualità.

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Huawei ha però in mente un altro trucchetto per assicurarsi che i device prodotti raggiungano il top della qualità, e cioè l’impiego di operai al posto delle macchine durante il corso della produzione. Poter sfruttare una linea di assemblaggio automatizzata permette sicuramente di avere smartphone prodotti tutti esattamente uguali, quasi senza errori, ma Huawei crede che con la sostituzione totale degli esseri umani si venga a perdere qualcosa nel processo. E’ per questo motivo che le varie industrie del colosso cinese utilizzano operai per monitorare il tutto e per assicurarsi che ogni singola parte del device sia correttamente installata prima di procedere alla spedizione.

Joonsuh Kim, Mobile Design Vice President di Huawei, ha affermato che nel prossimo futuro tutti i device della compagnia non avranno niente da invidiare agli smartphone dei maggiori produttori mondiali. Il P9 sarà, a detta sua, davvero sorprendente. Se il tutto si rivelasse vero, il Huawei P9 non avrà problemi a sbancare in occidente, insieme al rumoreggiato Huawei Nexus che sicuramente porterebbe quel tocco di pubblicità che non fa mai male ad una compagnia del genere.