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Facebook rescinde contratto di stage a studente

Avere l’opportunità di svolgere uno stage in Facebook è un privilegio di pochi e tra questi pochi, tre mesi fa, c’era anche Aran Khanna, uno studente della prestigiosa Harvard. Purtroppo il ragazzo ha perso questa grande occasione dopo aver scoperto una falla sul sistema di privacy del social network.Aran Khanna, prima di iniziare lo stage presso Facebook, pubblicò sul suo blog personale un’applicazione da lui stesso sviluppata e chiamata Marauder’s Map che consente di mappare gli utenti sfruttando Facebook Messenger. Affinché possa avvenire tutto questo l’app ha utilizzato un difetto del sistema di privacy che condivide in modo automatico le posizioni degli utenti in chat.

L’applicazione è stata scaricata da 85 mila user e ha scatenato un’inaspettata reazione da parte dei vertici di Facebook. Lo studente è stato contattato dal social network che ha preteso la rimozione dell’applicazione e il mantenimento del silenzio stampa. In realtà Aran ha disattivato l’app ma ha anche aggiornato il post sul suo blog affermando:

“Su richiesta di Facebook ho di nuovo disattivato la versione ufficiale dell’estensione. Inoltre, Facebook ha disattivato la condivisione della posizione dalla pagina web desktop così l’estensione non funzionerà. Tuttavia, le posizioni sono ancora condivise tramite l’applicazione mobile se è ancora abilitata l’opzione nelle impostazioni predefinite.”

Dopo aver scritto queste parole Aran si è visto rescisso il contratto di stage per aver violato gli elevati standard etici che ci si attende dagli stagisti.

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Facebook ammette la falla sulla privacy con un aggiornamento

Aran Khanna ha perso una delle più importanti occasioni della sua vita ma forse in modo ingiustificato. La falla sul sistema di privacy in realtà esisteva e Facebook lo ha confermato in maniera implicita quando una settimana dopo ha rilasciato un aggiornamento di Messenger affermando: ” Con questo aggiornamento, si ha il pieno controllo su come e quando si condividono le informazioni sulla località“.

Per discolparsi, un portavoce del social network, Matt Steinfeld, ha dichiarato che in realtà Facebook stava lavorando su questo aggiornamento molto prima che Aran pubblicasse la sua app sul blog. A voi la scelta di crederci o no.

Aran Khanna ha specificato che il suo intento era quello di creare un’applicazione per mostrare le conseguenze della involontaria condivisione dei dati. In tal modo, gli utenti avrebbero potuto decidere se si trattava di una violazione della loro privacy o meno.