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Dopo che Google ha annunciato la sua “ristrutturazione”, che prevede la nascita di una nuova azienda chiamata Alphabet, il pensiero è andato subito a tutte quelle tecnologie che verranno commercializzate in futuro (self-driving cars, fibra ottica e droni).
E Android?

Android è uno dei progetti di maggior successo per Google insieme alla funzione di ricerca nel web e YouTube; una buona ragione per lasciare tutto così com’è ed assegnare il nuovo brand proprio a quei prodotti che sono ancora in fase di sviluppo.

Quale sarà il cammino di Android dopo il riassetto aziendale messo in opera da Google? Di sicuro, passerà attraverso le decisioni di Sundar Pichai

Un punto di forza di Android post riassetto sarà sicuramente Sundar Pichai, CEO di Google, che ha avuto una grande escalation all’interno dell’azienda, ha condotto gli ultimi keynote nelle conferenze degli sviluppatori ed in generale sta diventando la voce più autorevole all’interno dell’azienda, segno della sua grande dedizione al lavoro.

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Attualmente, il sistema operativo mobile di Google è riuscito a monetizzare poco o nulla essendo tutto fuorchè un business per Big G. L’elevata frammentazione dei terminali che montano Android di certo non aiuta visto che il suo maggiore antagonista, iOS, non soffre di questi problemi; Android è installato nella sua versione più aggiornata solo sul 18% dei terminali. Molti sviluppatori, a causa di questo, si concentrano prima sulla versione per iOS perché, spesso, rappresenta la piattaforma che consente maggiori profitti (non è così per tutti i casi, ma la tendenza è grossomodo questa), nonostante la quota di mercato Android sia maggiore.

Quindi Pichai dovrà semplicemente prendere l’attuale situazione e portarla ad un livello superiore, risolvendo quelli che sono stati fino ad oggi i freni di Android (probabilmente quegli aspetti che nel vecchio assetto erano considerati sacri, non modificabili) ma senza snaturare quei punti di forza conquistati negli anni.