Tecnologia, progressi con i Computer Robot
Tecnologia e automazione: a rischio posti di lavoro, ma davvero sarà solo questo il futuro?

Tecnologia in aumento, con automazione e informatizzazione di numerosi ambiti e processi nel lavoro potrebbero portare, secondo uno studio effettuato per la Oxford University da Carl Benedikt Frey e Michael Osborn, a mettere in pericolo il 47% dell’occupazione globale degli Stati Uniti. E secondo un recente articolo della Bbc, con l’automazione della guida dei mezzi di trasporto, uno dei prossimi lavori maggiormente a rischio sarebbe quello del camionista dopo che in altri campi segretarie, impiegati e addetti a varie mansioni sono già stati sostituiti dalle macchine dopo l’avvento di computer, bancomat e anche – ad esempio – pompe di benzina self-service. Ma l’automazione è solo negativa? No, ci sono molti pro che ci agevolano: ecco quali.

Tecnologia, automazione e veicoli self-driving: i pro e i contro

Google, Tesla e Uber sono all’opera per produrre veicoli self-driving mentre a maggio è stato presentato in Nevada il Freightliner – primo camion a guida autonoma – che richiede comunque l’intervento umano in casi ‘delicati’ come neve o sorpasso di veicoli lenti. Siamo ancora lontani dai camion self-driving su lunghe tratte, ma l’automatizzazione delle consegne porterebbe indubbiamente dei benefici per le aziende – che non vedrebbero più ‘rallentamenti’ per le pause obbligatorie per i camionisti – e anche in termini di vite umane: solo negli Stati Uniti infatti ogni anno perdono la vita circa 4000 persone per incidenti con grandi automezzi, e quasi sempre la colpa è del conducente.
I contro dei mezzi con guida automatica potrebbe diventare il calo dell’occupazione, e molte cittadine sulle lunghe tratte percorse durante le consegne diventerebbero città-fantasma.
Tecnologia sui camion
Tecnologia avanzata per Freightliner, il camion con guida automatizzata presentato a maggio in Nevada
Il professore di economia al MIT David Autor non è tuttavia così pessimista: sostiene che le macchine hanno sostituito per secoli la forza lavoro umana, in mansioni che molto spesso hanno migliorato la vita delle persone e creato nuovi posti di lavoro: quando è arrivata l’automazione delle macchine nelle fabbriche hanno iniziato a scomparire gli artigiani, ma ha iniziato ad aumentare la richiesta di operai che lavorassero nelle catene di montaggio e facessero funzionare i macchinari. Nel complesso quindi i cambiamenti hanno portato più aspetti positivi che negativi – sostiene Carl Frey – perché nella stessa quantità di tempo possiamo fare più cose: si pensi anche solo al tempo che fino a qualche decennio fa le donne impiegavano per lavare a mano i capi, cosa che ora fanno le lavatrici premendo semplicemente un pulsante; o i benefici e la velocità di scrittura e calcolo apportati dai PC, e l’aumento di salute e sicurezza sul lavoro.

Tecnologia, c’è un però: il progresso è troppo veloce

L’evoluzione della tecnologia ha portato a una velocità nei cambiamenti ai quali il mercato del lavoro fatica a stare dietro. L’economia digitale non ha creato nuovi posti di lavoro, e quelli che ci sono, sono concentrati in grandi città come New York e Londra nelle quali i prezzi salgono e le disuguaglianze economiche si accentuano rendendo ancora più difficile viverci. Molte persone della “classe media” che prima avevano certi tipi di lavori ora automatizzati e quindi diventati banali (tecnici di laboratori fotografici, rilegatori, operatori call center) ora fanno lavori pagati poco (bar, pulizie, etc) perché non hanno le specializzazioni necessarie per continuare a lavorare nel loro campo dove ora sono richieste particolari competenze ‘tecnologiche’.

Ma quali sono i prossimi lavori a rischio di estinzione?

Camerieri, contabili, telemarketing ma anche cassieri e addetti nei fast food: questi sono i lavori a rischio se venisse introdotta maggiore automazione dalle aziende. Ma anche in questo caso c’è un però, ed è la variabile umana costituita da utenti e clienti: molto spesso potrebbero preferire semplicemente continuare a parlare e a essere serviti da una persona, anziché da una macchina.

 

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