Yahoo: con acquisizione Polyvore diventa fashion per cifra da capogiro
Polyvore è stata acquisita da Yahoo! Inc.

L’annuncio dell’acquisizione di Polyvore da parte di Yahoo è stata data sul blog fashion direttamente da Jess Lee, co-fondatore e CEO di uno dei siti più bazzicati dalle fashioniste di tutto il mondo.

Con un post pieno di cuoricini e di superlativi Jess, che dice di aver iniziato la sua avventura con Polyvore da semplice utente, ringrazia tutti gli iscritti alla community per aver contribuito alla crescita esponenziale del sito affermando anche che – nonostante abbiano realizzato molto da soli – ora con questa nuova partnership la piattaforma salirà al suo massimo potenziale.

Perché Polyvore è stata acquisita da Yahoo?

Yahoo! Inc. ha comprato Polyvore e l’acquisizione non è certo passata inosservata nel mondo dell’economia e della tecnologia: stiamo parlando di 230 milioni di dollari che la Ceo della società californiana Marissa Mayer ha avvallato per poter incrementare, servendosi della piattaforma fashion, non solo gli utenti della community ma anche per creare strumenti di marketing. Saranno infatti più di 350 i rivenditori pubblicitari con i quali la società di servizi entrerà in contatto.

Ma cosa è Polyvore?

Nato nel 2007 dalle menti di Pasha Sadri, Guagwei Yuan e Jianing Hu – 3 ex dipendenti proprio dell’azienda americana – Polyvore è un po’ tutto: è un sito nel quale si possono vedere le ultime tendenze fashion della moda donna e prendere spunto per abbigliarsi con gli outfit già creati. Ma è anche uno shop online dal quale accedere ai negozi che vendono in internet i nostri capi preferiti; infine è anche una community alla quale iscriversi e nella quale sbizzarrirsi per creare a piacimento mix&match di abiti, scarpe, borse, accessori e make up da condividere sui maggiori social. Dotata già anche delle relative app scaricabili dagli store per dispositivi android e ios, speriamo solo che la partnership Yahoo+Polyvore non riveli bug che permettano nuovamente agli hacker di installare malware all’insaputa degli utenti, come successo pochi giorni fa grazie a falle negli annunci in Flash.
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