realtà virtuale

La realtà virtuale si sta velocemente diffondendo e migliorando, e trasformerà per sempre diversi aspetti della vita, dai più comuni ai più intimi. Ogni generazione ha sempre trovato nuovi modi di utilizzare la tecnologia per shockare i propri genitori, cosa si inventeranno adesso?

David Hold, il fondatore di Leap Motion (una società specializzata nel fabbricare tecnologie di rilevazione del movimento nell’interazione fra uomo e computer) ha tenuto un lungo discorso in cui ha spiegato le implicazioni filosofiche della realtà virtuale. Ben presto i nostri figli saranno in grado di avere accesso a delle macchine che saranno in grado di farsi carico completamente delle loro percezioni, fornendo esperienze che al momento non possiamo neanche immaginare.

E’ inutile dire che il distacco generazionale sarà enorme. Ogni giorno sentiamo notizie e dichiarazioni che affermano come la tecnologia sia alla base della distruzione della società, ma quel che è certo è che la realtà virtuale andrà a distruggere la pubertà. Almeno, sempre secondo tale David Hold.

Come sarà la vita sociale (e non) allora? E’ impossibile fare una previsione sicura, ma è possibile fare alcune speculazioni. Con questo articolo andremo ad analizzare quello che la realtà virtuale renderà possibile da qui a cinque anni.

La “macchina sociale”

La realtà virtuale si sta già costruendo una reputazione come tecnologia anti-sociale, ed è facile immaginare perché. Provate a pensare a qualcuno completamente immerso nelle sue fantasie dietro questi occhialini magici e capirete subito il perché di questa reputazione.

https://www.youtube.com/watch?v=VGf1LTpL9NQ

Il Presidente di Nintendo of America Reggie Fils-Aime ha affermato durante un’intervista che “la realtà virtuale non è divertente, e non è sociale. E’ soltanto tecnologia.” Molte altre personalità di spicco sembrano appoggiare questa stessa filosofia, ma che per altri non è del tutto veritiera.

Se da un lato la realtà virtuale isola completamente da chi ci sta intorno, è anche vero che come tecnologia permetterebbe sostanzialmente di raggiungere chiunque da qualunque parte del pianeta. In un certo senso la realtà virtuale è l’emblema perfetto della comunicazione e della società.

Una delle demo mostrate durante lo scorso E3 per Oculus Rift è chiamata Toybox. La demo permetteva a due giocatori di giocare nello stesso spazio virtuale con diversi giocattoli, utilizzando i sensori di movimento del visore della realtà aumentata. Sebbene i due giocatori non fossero fisicamente nello stesso posto, la realtà virtuale è riuscita comunque a farli “socializzare” collegandoli contemporaneamente. Un altro aspetto da tenere in considerazione è il volto. Oculus sta lavorando sodo per realizzare una fotocamera in grado di rilevare le espressioni facciali da riprodurre in video. Guardate il video in questione:

Contrariamente a quanto si sente in giro, la realtà virtuale potrebbe essere la tecnologia più sociale mai concepita nella storia.

Primo appuntamento al di là dell’oceano

Immaginate di andare ad un primo appuntamento con un visore per la realtà virtuale. Grazie alla tecnologia di riconoscimento facciale potrete sorridere, esprimere emozioni e parlare con il vostro interlocutore come se quest’ultimo fosse lì presente. In questo modo il tutto sembrerà molto più reale, ed ogni gesto ed espressione sarebbe lì a fare da contorno.

Tutto questo potrà essere possibile anche se i due interlocutori si trovassero in due parti diverse del mondo. Potremmo andare ad un appuntamento con qualcuno in Francia o negli Stati Uniti senza uscire di casa. Non è un po’ inquietante come prospettiva? La tecnologia si potrebbe ovviamente estendere a tutte le miriadi di applicazioni per conoscere persone presenti sugli smartphone: in questo modo la realtà virtuale potrebbe essere usata per un primo approccio sicuro prima del vero e proprio appuntamento.

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Se questa prospettiva vi sembra un po’ contorta e terribile, provate ad immaginare una relazione a lungo termine interamente in realtà virtuale. La tecnologia attuale, che si basa sui suoni e sui controlli, non sarebbe abbastanza. Le relazioni intime si basano anche sul tocco – non inteso necessariamente solo come sesso ma anche un tocco casuale come un bacio, un abbraccio o una stretta di mano. La tecnologia potrà provvedere a tale esperienza? Sicuramente sì, ed è l’argomento del prossimo paragrafo.

“Teledildonics”: il sesso cybernetico 2.0

Offrire il tocco attraverso Internet è qualcosa a cui diverse persone stanno lavorando da diversi anni, anche se nessuna di queste tecnologie è diventata uno standard degli attuali visori della realtà virtuale. Esistono attualmente vari prototipi, come una giacca che simula un abbraccio, o ancora un dispositivo in grado di trasmettere un bacio via internet.

Nessuna di queste tecnologie è attualmente evoluta da risultare pratica, ma mostrano comunque la strada che verrà intrapresa in futuro. Un discreto numero di produttori di giocattoli sessuali ha cominciato a sviluppare sex toys controllati via computer che possono essere collegati ad altri sex toys connessi alla rete. L’idea dietro il progetto è che quello che effettui su un giocattolo verrà replicato sull’altro via Internet. Tutto questo viene chiamato teledildonics.

Si tratta ovviamente di una tecnologia ancora in stato embrionale, ma non lo sarà a lungo. Una volta che verrà ideato un visore della realtà virtuale pensato appositamente per il sesso, ci sarà una richiesta così grande che il progresso sarà rapidissimo. Da qui a cinque anni probabilmente saremo in grado di acquistare un prodotto abbastanza ben realizzato, che magari non sarà mai veramente conveniente, ma si sa che per cose del genere il popolo di Internet farebbe faville.

Il sesso cybernetico o cyber-sex è una realtà che esiste ormai da diversi anni, ma di qui al prossimo futuro diventerà più fisico del previsto, con tutti i pro e i contro che ne derivano. In primo luogo, essendo su Internet, ognuno potrà apparire nel modo che più preferisce, dando una spinta ai timidi o ai poco attraenti. E’ inoltre il sesso più sicuro possibile, in quanto non si ha veramente contatto con l’altra persona.  Ora provate ad immaginare cosa sarà la pubertà in futuro: se fino ad un decennio fa i ragazzi nascondevano le riviste sotto i loro letti, i ragazzini del futuro faranno lo stesso con questi “teledildonics”. Sarà un mondo completamente diverso, che fatichiamo ad immaginare.

Conclusioni

Se da un lato la realtà virtuale potrebbe risultare la tecnologia più sociale mai ideata nella storia, dall’altro vi è uno scenario davvero poco rassicurante. Il porno in realtà aumentata esiste già da un po’ di tempo, e i “teledildonics” renderanno il tutto più completo. Oltretutto, perché sforzarsi di costruire una relazione con qualcuno quando basterebbe cercare un volto senza nome nel vasto mondo di internet? Molta gente preferirà ovviamente le relazioni tradizionali, ma c’è un alto rischio che altri, soprattutto i più timidi o introversi, continueranno a preferire questo mondo fittizio in cui nulla è reale e tutto è relativo.

Nei prossimi cinque anni e oltre, il modo in cui intendiamo il sesso e le relazioni subiranno un brusco cambiamento. Gli “appuntamenti online” cambieranno completamente forma e significato. Il futuro sarà, in altre parole, strano. Cosa ne pensate di questa prospettiva? La trovate inquietante o è la naturale evoluzione umana? Fatecelo sapere nei commenti.