commodore pet

Commodore Pet, lo smartphone Android che ha riportato in auge lo storico marchio dei primi personal computer domestici, ha fatto scandalo perché si tratta di un re-brand di un prodotto cinese. C’è davvero da esserne tanto sconvolti?

Commodore è un marchio ben noto a chi ha un’età intorno o superiore ai 40 anni, solo sentirne il nome rimanda a momenti passati in allegria e nello stupore di poter utilizzare qualcosa che sembrava magico pur coscienti che si trattava di tecnologia e nulla più, ma da bambini è più facile credere alle magie che a dei freddi circuiti stampati.

Commodore torna sul mercato.

Oggi, grazie a due italiani Massimo Canigiani e Carlo Scattolini, che hanno registrato il marchio Commodore Business Machines Limited nel Regno Unito acquisendo i diritti del brand nel mercato mobile in 38 Paesi si potrà presto acquistare uno smartphone Android che si chiama Commodore Pet. Pet è l’acronimo di Personal Electronic Transactor, gioca sul significato inglese di animale domestico per indicare, appunto, un pc per uso domestico, uno dei primi lanciato nel 1977.

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Questa rinascita ha meravigliato e sorpreso tutti. In tanti, come si può capire dalla pagina facebook di Commodore, attendono la possibilità di poter acquistare il nuovo smartphone con un brand tanto prestigioso. In questi giorni, però, si è scoperto che il Commodore Pet non è altro che un re-brand di uno smartphone cinese e la cosa ha fatto storcere il naso a molti.

Ho letto diversi commenti di persone indignate dal fatto che nessuno avesse detto una parola sul fatto che si trattasse di re-brand eppure è strano come, magari, quelle stesse persone tanto indignate, e chissà quante altre, utilizzino smartphone che non sono altro che dei re-brand. Di esempi ce ne sono molti e se ne potrebbe fare un elenco lunghissimo, Stonex, ad esempio, o anche Komu, ma non sono i soli persino il tanto decantato, osannato, ammirato e stupendo iPhone non è altro che un re-brand.

Allora perché tanto fervore verso due imprenditori italiani che non stanno facendo nulla di più o di meno di tanti altri che hanno fatto lo stesso? Certo, il prezzo. Il Commodore Pet sarà venduto a 300 dollari contro i 145 dollari a cui sarà venduto il gemello Orgtec in Cina. Naturalmente basta questo per scatenare le ire, guai a soffermarsi un attimo a riflettere e capire quali sono i motivi di queste differenze.

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Commodore Pet

Una cosa molto importante che in molti dimenticano e che sa bene, invece, chi compra dalla Cina è che ci sono delle spese da sostenere seppure i due smartphone fossero identici e a quanto pare non è così. Già solo pagare i costi doganali ha un peso sul prezzo finale, pensiamo anche alle varie tasse che bisogna pagare, al marketing, al personale, a tutta la struttura necessaria e tanto altro di cui necessita un’azienda per funzionare.

Solo questo dovrebbe far capire che il prezzo finale è diverso da quello che si fa in Cina per un motivo che va al di là della mera speculazione. A questo aggiungo anche le parole del General Manager di Commodore Business Machines Limited:

Inoltre il Pet ha una scheda madre diversa, una versione del sistema operativo successiva, una serie di personalizzazioni Commodore nel firmware, nell’interfaccia, nell’estetica, nel software precaricato: tutte cose che hanno un costo e che si riflettono sul prezzo finale, al di là degli emulatori – che abbiamo personalizzato appositamente, ma che non influiscono di certo più di tanto. Per apprendere tutte queste cose, comunque, bastava chiedercele.”

Purtroppo questa vicenda rientra ormai nella normalità sul web, blog o siti autorevoli che divulgano notizie senza nemmeno ponderare quello che viene detto e molto spesso credo che sia anche voluto perché in Italia attaccare qualcosa o qualcuno è molto semplice e fa fare tante visite a chi pubblica queste notizie. Però, poi, far capire risulta molto più difficile e questo è deleterio non solo per le persone che apprendono notizie fuorvianti, nel migliore dei casi, e per chi cerca di emergere in un mercato non facile, ma è deleterio anche per chi cerca di fare del suo meglio per portare sempre notizie che informino veramente e non solo scandalizzino per avere clic in più.