hyplane

Si chiama HyPlane, dal nome non dice nulla di particolare, ma nelle intenzioni promette di rivoluzionare il modo in cui viaggiamo consentendo di raggiungere velocità mai raggiunte prima e altezze adatte più ad uno shuttle che ad un aereo, perché di questo si tratta di un aereo o per meglio dire di uno spazioplano.

HyPlane è l’unione di Hypersonic e di airPlane ed indica il primo aereo in grado di volare da Roma a New York in sole due ore sia grazie alla velocità ipersonica che alla quota di volo che può variare tra i 30 e i 70 km di altezza, in poche parole il velivolo è in grado di viaggiare nella Stratosfera appena al di sotto dell’orbita spaziale.

La velocità ipersonica in realtà è un valore definito per convenzione e la si definisce per tutte quelle velocità che superano Mach = 5 cioè cinque volte superiore alla velocità del suono che nell’aria è di circa 1200 km/h. La velocità ipersonica comporta diverse problematiche legate alla grandissima compressione dei fluidi, appunto come l’aria, che tendono ad aumentare la propria temperatura a diverse migliaia di gradi centigradi.

Come può un aereo raggiungere tali velocità? Grazie a dei motori che combinano insieme i cosiddetti ramjet (autoturboreattori) e gli statoreattori. Gli statoreattori sono dei motori molto particolari che funzionano solo a velocità superiori a M = 2 in quanto solo a questa velocità si può incamerare tanta aria nel motore, e comprimerla, per generare la combustione quando la si combina con i combustibili aeronautici.

Proprio per questo occorrono i motori supersonici quali sono i Ramjet che permettono di raggiungere e di superare il valore di M = 2 che consente l’accensione dello statoreattore e quindi il raggiungimento delle velocità ipersoniche. Tutto questo è possibile anche grazie alla struttura dell’aereo che oltre ad avere una fusoliera capace di ridurre al minimo la resistenza dell’aria, deve avere un’ala capace di sopportare i carichi e le temperature a cui è soggetto un velivolo che vola a velocità supersonica.

Uno dei problemi che l’HyPlane dovrà superare è il grande consumo di carburante che il velivolo deve sostenere con il tipo di motori che è destinato a montare. Il velivolo sarà in grado di trasportare fino a sei persone più due membri dell’equipaggio e il biglietto si aggirerà intorno i 50.000 euro, almeno spera il direttore del CNS (Center for Near Space) l’Ingegner Russo che lo ha presentato al Politecnico di Milano al primo congresso nazionale di Space Renaissance Italia, un’associazione che promuove lo sviluppo del turismo spaziale e che tende a contenere i costi con velivoli di piccole dimensioni.

Si deve all’Università di Napoli Federico II e al dipartimento di ingegneria aeronautica lo studio di HyPlane coordinato dal Prof. Raffaele Savino docente di fluidodinamica. Al momento si tratta solo di un’idea in cerca di fondi, occorrono due miliardi di euro per il primo prototipo e 80 milioni per ogni velivolo. Probabilmente si riuscirà a raccogliere il necessario visto l’interesse di diverse compagnie tra le quali Piaggio Aero, Bristol Spaceplanes Limited, Bauhaus Luftfahrt.

HyPlane è in grado di atterrare e decollare dai normali aeroporti per cui si dimostra molto allettante per particolari viaggi anche commerciali e di addestramento per gli astronauti.