Marte
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Come ogni vacanza che si rispetti, il ritorno si misura con i ricordi delle immagini. E lo stesso vale se la meta del “viaggio” è Marte. Per circa tre settimane nel mese di giugno, i rover e gli orbiters della Nasa di stanza sul pianeta rosso sono stati a riposo. Tuttavia, al loro rientro alla piena attività, le immagini da essi fornite rivelano alcune caratteristiche inedite dello strano aspetto di questo affascinante, quanto ignoto pianeta.

Il periodo di inattività per i vari esploratori robotici su Marte è un “classico”. Molto semplicemente, si verifica un fenomeno noto agli addetti ai lavori come Congiunzione Sole/Marte. Il potenziale delle particelle cariche inviate nello spazio potrebbe rovinare i bit di dati che vengono trasmessi tra i due pianeti, la Terra e Marte. I robot e i relativi tecnici, qui sulla Terra, dunque, trascorrono un periodo di “riposo” forzato proprio a causa di questo fenomeno astronomico.

Ora che il pianeta rosso e la nostra Terra sono tornati a “comunicare”, Opportunity e Curiosity, i due rover a spasso sul pianeta, hanno inviato agli scienziati i propri dati e le immagini. E soprattutto queste ultime ha rivelato alcuni “attrazioni turistiche” piuttosto strane, proprio nelle loro vicinanze.

Una immagine in bianco e nero di Lindbergh Mound. Credit: NASA / JPL-Caltech
Una immagine in bianco e nero di Lindbergh Mound. Credit: NASA / JPL-Caltech

Parliamo in particolare di una formazione chiamata Lindbergh Mound, in onore del primo uomo ad aver effettuato un volo non-stop transatlantico in solitaria, Charles Lindbergh. Questo luogo, immortalato da Opportunity, si trova al centro di un piccolo cratere conosciuto come The Spirit of St. Louis. Visto da diverse angolazioni, già nei mesi scorsi era stato registrato come “un’anomalia”, in quanto non ci sarebbe alcuna indicazione di come queste rocce possano essersi disintegrate nel corso del tempo.

Una versione 3D dettagliata, catturata dalle telecamere di Opportunity. Credit: NASA / JPL-Caltech
Una versione 3D dettagliata, catturata dalle telecamere di Opportunity. Credit: NASA / JPL-Caltech

L’immagine in 3D è stata realizzata con i filtri della MastCam di Opportunity. In realtà si parla di più scatti, combinati tra loro per produrre un’immagine unica rosso-verde-blu. Probabilmente abbastanza vicina alla realtà che gli occhi umani sarebbero in grado di vedere su Marte.

A breve distanza, Curiosity non è rimasto con le mani in mano. Ed ha scattato un’immagine a colori di un altro pezzo di roccia, che sembra avere un cerchio quasi perfetto al suo interno. Di cosa realmente si tratti, gli scienziati non si espongono, ma di sicuro fa parte delle stranezze rilevare sulla superficie marziana.

Roccia con il cerchio. Credit: NASA / JPL-Caltech
Roccia con il cerchio. Credit: NASA / JPL-Caltech

Ma anche altri rover, relativamente alle proprie missioni, hanno avuto modo di inviare nuovi dati. Tra questi, il Mars Reconnaissance Orbiter. Le sue immagini assumono un significato particolare. Scattate dalla videocamera MRO HiRISE, le sue foto sono analizzate da un team studenti del Center for the Planetary Science and Exploration (CPSX), presso l’Università di London, in Ontario. Un viaggio tutto da gustare.