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Google, titolare di Ad Sense e quindi gigante anche nel mondo dell’advertising, ha compreso che la soglia di sopportazione degli utenti mobile quanto agli annunci pubblicitari stava per essere raggiunta ed ha per tanto deciso di trovare una soluzione.

L’esperienza della navigazione Internet è sempre un piacere oltre che molto utile per apprendere cose nuove o risolvere problemi. Molte volte tuttavia, capita di essere bruscamente interrotti dall’apertura di qualche spot pubblicitario invadente e non desiderato. Nella maggior parte dei casi gli Ads si aprono spontaneamente come pop-up ma, alcune volte la “colpa” è nostra. Ovviamente mi riferisco alle occasioni in cui, involontariamente, clicchiamo su uno Ads messo in posizione talmente strategica che non toccarlo è impossibile. Queste fastidiose situazioni si creano soprattutto quando navighiamo col nostro smartphone o tablet dove l’utilizzo viene fatto con le dita e non con la precisione di un puntatore mouse.

Per questo motivo Google ha modificato i suoi mobile Ads cambiandone “i punti sensibili”.

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Sintetizzando, i cambiamenti principali riguardano:

  • I bordi degli annunci pubblicitari che d’ora in avanti non saranno più sensibili, riducendo di molto il rischio di aprire l’annuncio se toccati di sfuggita;
  • Gli Ads nelle applicazioni che riguarderanno l’acquisto di app vedranno l’immagine principale non più collegata al link dell’annuncio poiché è troppo vicina al tasto “X” di chiusura ed è dunque causa ci moltissimi click accidentali;
  • Non sarà più possibile cliccare su un annuncio appena apparso, ci vorranno almeno 4 secondi di presenza sul display per poterlo aprire. In questo modo si eviterà il tocco accidentale di chi non si aspettava di vedere comparire lo sponsor.

Complimenti a Google che ha saputo mettere l’esigenze dell’utente in correlazione con il suo business. In questo modo la navigazione da mobile migliorerà sicuramente e per Big G. non saranno sicuramente quei pochi spiccioli in meno, che potrebbero derivare da queste migliorie, il problema.