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Il mondo nel 2099 secondo la NASA

L’immagine qui sopra rappresenta la condizione climatica del pianeta Terra nel luglio del 2099. Essa ci mostra le temperature massime previste per quel periodo nell’intero mondo. Tutte informazioni scaturite dall’opera di raccolta dati effettuata dalla NASA e pubblicata il 9 giugno scorso, con un bel corredo di documenti storici e modelli climatici.

La mole di dati presenti nel NASA Earth Exchange (NEX) può essere filtrata e scalata fino a raggiungere le località che più ci interessano; la funzione di tali informazioni è quella di aiutare gli scienziati nei loro studi, oltre a sensibilizzare le amministrazioni locali alla prevenzione di problemi futuri legati dai cambiamenti climatici (siccità, inondazioni).

La pubblicazione della mole di dati raccolti ed elaborati dalla NASA non lascia ben sperare per il futuro climatico del nostro pianeta

NASA ha raccolto la bellezza di 11 terabyte di dati, che considerano un intervallo di tempo partito nel 1950, riguardanti ogni luogo della Terra, con una risoluzione di circa 25 KM; essi sono disponibili gratuitamente tramite il progetto OpenNEX su Amazon Web Services, un ottimo esempio di condivisione ed informazione, permettendo a chiunque di esplorare e analizzare le previsioni climatiche più attuali fino ad oggi.

Il mondo, fra 84 anni, a livello climatico, peggiorerà e anche di molto; la NASA, dai suoi studi, prevede per quell’anno una concentrazione di CO2 di 900 parti per milione. Tanto per rendere l’idea: l’attuale concentrazione di CO2 nell’aria che respiriamo è ferma a “soli” 400 parti per milione. Questi che la NASA ci fornisce non sono, di certo, dati confortanti, e non è una novità.

I dati utilizzati pubblicati della NASA inglobano le simulazioni effettuate dal Fifth Coupled Model Intercomparison Project, cioè quanto di meglio si possa utilizzare come modelli fisici per prevedere le future condizioni climatiche; gli strumenti più efficaci per ipotizzare le temperature future, luogo per luogo, sia mantenendo l’attuale trend o nel caso di un incremento delle emissioni. Non ci resta che sperare che questi dati siano un monito per l’intera umanità, un modo efficacie per sensibilizzare tutti.

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