Google peluche
Google peluche

Un orsetto brevettato per la smarthome del terzo millennio. E’ l’ultima trovata di Google, il quale ha depositato un brevetto per una sorta di giocattolo smart sempre connesso ad Internet e che unisce il classico aspetto di peluche infantile (orsacchiotto o coniglio, a seconda dei gusti) con una tecnologia in grado di animarlo proprio come un essere vivente. Il suo compito? Quello di tenere sempre sotto controllo bambini, elettrodomestici di casa nonché intercettare quanto si dice fra le mura domestiche.

Lo smart peluche è provvisto di microfono, uno speaker, una fotocamera e motori per eseguire i movimenti. A seconda dell’interazione che si sceglie esso compia, che sia con il bambino o con un elettrodomestico, l’orsacchiotto è capace di compiere piccoli gesti come grattarsi la testa, alzare le sopracciglia ed esprimere curiosità. Il tutto sempre inerente a quanto gli accade intorno e grazie ad una videocamera montata nei suoi occhi. Ma oltre a tenere a bada i bambini, il formidabile peluche di Big G è progettato per controllare la televisione o programmare termostati, proprio grazie ai ai comandi vocali.

Questi dispositivi del terzo millennio, dunque, dovrebbero essere in grado di ascoltare le istruzioni e di interagire con i proprietari di un’abitazione, magari per attivare e/o disattivare le illuminazioni o avviare e spegnere gli elettrodomestici mediante un semplice comando vocale. Il brevetto descrive tali peluche come veri e propri “animaletti” di casa, capaci di girare la testa verso chi parla e ascoltare quello che hanno da dire, prima di inviare comandi al server remoto.

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Il brevetto era già stato depositato tre anni fa, ma solo di recente è stato reso noto. Un portavoce di Google riferisce che la società è concentrata su una varietà di idee sulle quale orientare i diversi tipi d’uso di questi orsacchiotti tecnologici. “Alcune di queste idee, in seguito, potrebbero maturare e diventare prodotti o servizi reali, mentre altri no“.

brevetto Google
brevetto Google

È bene specificare, infatti, che Google ha parlato di questa tecnologia riferendosi ad un brevetto e alla possibilità di realizzare tali prodotti. Tuttavia, non tutti i brevetti diventano poi strumenti reali o realizzabili. Quindi, è probabile che non vedremo mai alcun orsacchiotto intelligente e inquietante aggirarsi per casa facendo da baby sitter o atteggiandosi da governante. O, forse, lo vedremo trionfare all’imminente Google I/O. Misteri di Big G!