Robot animali domestici
Robot animali domestici

I robot potrebbero sostituire cani e gatti domestici. In un futuro amaramente dietro l’angolo, si parla di 10 o 15 anni, gli animali di casa potrebbero diventare freddi “robopet”. Lo sospettano i ricercatori dell’università di Melbourne, ai quali si deve un’esposizione completa delle loro teorie sulla rivista Frontiers in Veterinary Science.

Potrebbe suonare surreale avere animali domestici virtuali o robotici, ma per le prossime generazioni potrebbe essere una cosa del tutto naturale”, spiega il coordinatore della ricerca Jean-Loup Rault. E sapendo che, dopotutto, ai robot è data la facoltà di sostituire l’uomo in una miriade di attività quotidiane (dal cameriere al soldato, dal fotografo al gigolò, o dal chirurgo alla badante, solo per ricordarne alcune), la “minaccia” di dare in mano alle prossime generazioni di figli un cucciolo robotico non è poi così lontana dalla realtà. “Non è una questione di secoli. Se nel 2025 sulla terra vivranno 10 miliardi di esseri umani, è probabile che le cose cambieranno prima di quanto possiamo pensare“, continua Rault. “Se qualcuno avesse descritto Facebook 20 anni fa, gli avrebbero dato del matto. Ma in Giappone è già possibile vedere persone molto affezionate al loro cane-robot. Al punto da celebrare i funerali quando i circuiti finiscono di funzionare”.

In tal modo, se alcuni di noi evitarono di giocare o se, al contrario, furono succubi del Tamagotchi, potrebbero non essere poi così sorpresi nel vedere prendere il sopravvento sul palcoscenico degli ibridi robot come Aibo, il cane robot della Sony. Domani, quindi, sostituire gli animali domestici con un agglomerato di chip e circuiti elettronici potrebbe risultare vera e propria fantascienza. “I robot sono in grado, senza dubbio, di scatenare emozioni umane“, dichiara ancora il coordinatore dello studio, facendo forse riferimento al fatto che da anni ormai si studia il modo di far provare sentimenti anche ai robot. “Se gli animali domestici artificiali possono produrre gli stessi benefici che otteniamo da animali vivi, vuol dire che il nostro legame emotivo con gli animali è in realtà solo una immagine che proiettiamo verso i nostri animali domestici?”.

Una riflessione decisamente drammatica. E che, probabilmente, evidenzia molti aspetti della società di oggi. Ma la perplessità rimane. Soprattutto davanti a due occhi che chiedono di essere adottati.