Telescopio Spaziale Hubble - Nebulosa Testa di Scimmia
Telescopio Spaziale Hubble – Nebulosa Testa di Scimmia

Era il 24 aprile del 1990 quando nasceva l’Hubble Space Telescope (HST). Sono trascorsi, infatti, 25 anni da quando partì da Cape Canaveral a bordo dello Space Shuttle Discovery. Da allora, il telescopio spaziale più conosciuto non ha fatto altro che regalarci intense emozioni, seguite da traguardi scientifici rivoluzionari per quanto riguarda la conoscenza che l’uomo ha dell’universo che lo ospita. 

Un progetto, quello di Hubble, che ha visto cooperare la Nasa con l’agenzia spaziale europea ESA. E, 25 anni dopo, il telescopio, seppur “anziano” nelle tecnologie di cui è dotato, si trova ancora in orbita, a ben 560 chilometri dalla Terra, intento a compiere un giro attorno ad essa ogni 92 minuti.

Ad Hubble si devono riprese eccezionali che hanno catturato la maestosità di stelle, pianeti e formazioni galattiche vicine e lontane. Tra le immagini più suggestive, quella della collisione della cometa Shoemaker-Levy 9 con il pianeta Giove nel 1994. Mentre era il 2010, quando l’intrepido telescopio spaziale scoprì la galassia più lontana da noi, a circa 13,2 miliardi di anni luce dal nostro Un’impresa straordinaria se si pensa che tale osservazione equivaleva ad una “sbirciatina” furtiva nell’Universo e a come era 480 milioni di anni dopo il Big Bang.

Da quel lontano 1990, il telescopio della Nasa ha completato più di 130 mila orbite terrestri e nel suo obiettivo indiscreto sono rimasti intrappolati più di un milione di oggetti, tra nubi di polveri e galassie. Grazie al suo operato, sono state oltre 12.800 le ricerche condotte grazie ai suoi dati inviati agli scienziati, i quali hanno citato Hubble più di 550 mila volte.

Oggi, sempre grazie all’Hubble Space Telescope, possiamo a ragione affermare di conoscere un po’ di più il cosmo. Un telescopio non privo di acciacchi se si considera che la Nasa lo sottopose ad alcune riparazioni nel 1993 e nel 2002 poi, entrambe le volte grazie alle passeggiate spaziali svolte dagli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale.