App Android gratis

Di app Android gratis ne installiamo ogni giorno a bizzeffe, anche solo per provarle e basta, magari dimenticandocene in seguito e lasciandole lì in disuso. Bisogna però prestare attenzione perchè alcune di queste app possono rubare i dati.

C’è poco da dire, tutti noi amiamo le applicazioni gratuite. Ma spesso ciò di cui non ci rendiamo conto è che le applicazioni gratuite hanno anch’esse un costo, precisamente a livello di privacy. Ed è proprio per questo che si dovrebbe prestare particolare attenzione quando si installano app Android gratis.

I rischi delle app Android gratis

Quando si installa un’app Android gratis, infatti, probabilmente non vengono mai letti i termini e le condizioni dell’app dagli utenti, che semplicemente cliccano su “Accetto” senza sapere a cosa vanno incontro. Nei termini e condizioni, lo sviluppatore dell’app rivela in genere quali sono i dati ai quali l’app sta per avere accesso, come le attività online, la localizzazione, l’elenco dei contatti, i messaggi di testo e altro ancora.

I ricercatori della Carnegie Mellon University hanno recentemente analizzato le prime 100 app Android gratis nella classifica del Google Play Store, studiando nel particolari i termini e le condizioni. Essi hanno scoperto che le seguenti 10 applicazioni richiedono il massimo accesso all’hardware di smartphone o tablet di hardware: Backgrounds HD Wallpaper, Brightest Flashlight, Dictionary.com, Google Maps, Horoscope, Mouse Trap, Pandora, Shazam e Talking Tom Virtual Pet. Ovviamente ha senso che Google Maps abbia bisogno di conoscere la vostra posizione e che Shazam abbia bisogno di accedere al microfono per riconoscere una canzone, ma perché un animale domestico virtuale, un dizionario o un’app di sfondi dovrebbero aver bisogno di qualcosa di simile?

A differenza delle app Android gratis, quelle per iOS possono essere gestite in maniera diversa. iOS infatti permette agli utenti di impostare le autorizzazioni caso per caso. Basta andare su Impostazioni >> Privacy e scegliere il permesso, come ad esempio fotocamera o GPS, e poi scorrere il cursore su “Off” per negare un permesso. A differenza di iOS, Android non ha controlli di autorizzazioni per le singole app. Google l’aveva inserita come caratteristica nascosta su Android 4.4.2, ma in seguito l’ha rimossa e nessuno sa quando o se la rimetterà di nuovo.

Prima di installare qualsiasi applicazione per Android, quindi, è bene controllare la pagina dell’app nel Play Store di Google. Google infatti richiede che gli sviluppatori dichiarino le autorizzazioni che l’applicazione richiede. Su una pagina di un’applicazione, basta scorrere fino alla sezione “Informazioni aggiuntive” e alla voce “Autorizzazioni” fare clic su “Visualizza dettagli.” Gli utenti di Google possono disattivare i servizi di localizzazione e GPS andando su Impostazioni personali >> >> servizi di localizzazione e deselezionare tutte le caselle selezionate. Per quanto riguarda le applicazioni che raccolgono i dati dei contatti, bisogna assicurarsi che l’applicazione lo faccia per un motivo legittimo. Ad esempio, le applicazioni di comunicazione come Skype (che è ora disponibile anche via browser web senza installazione) lo richiedono. Anche Facebook Messenger  richiede l’accesso a funzionalità quali la fotocamera, la registrazione audio, il numero di telefono chiamante e molto altro (per aggirare questo problema potete installare un’app per riattivare la chat su Facebook e quindi non dover più installare anche Messenger) ma Facebook ha pubblicato un dettagliato elenco di motivi per i quali ogni autorizzazione viene richiesta.

Invece se volete conoscere alcune applicazioni ottime e sicure che dispongono di autorizzazioni ragionevoli o che chiariscono in anticipo sul perché ne hanno bisogno, date un’occhiata alla lista sottostante!

  • CamScanner: Scansione documenti con la fotocamera del telefono.
  • Evernote: Un’app per prendere appunti e organizzarsi.
  • Google Translate: Traduci oltre 50 lingue.
  • Instapaper: salvare qualsiasi cosa online da leggere più tardi.
  • JiWire: Trova la connessione Wi-Fi hotspot più vicino a te.
  • Kindle: cercare e leggere gli e-book Amazon su smartphone o tablet.
  • Lumosity: Giochi per allenare la mente.
  • Magnificent Magnifier HD: Ottenere una vista ravvicinata di ogni cosa.
  • SleepBot: Capire come dormire meglio.

Se vi state chiedendo se le app Android gratis che avete installato sul vostro telefono mettono a rischio la vostra privacy, potete visitare il sito PrivacyGrade. Qui, i ricercatori della Carnegie Mellon University esaminano quali autorizzazioni dovrebbero essere necessarie per un’app, che viene così valutata di conseguenza.

E voi quali applicazioni pensate siano troppo “esigenti”?

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