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Google sembra si stia muovendo nella direzione presa da altri OEM e cioè implementare sui dispositivi Android una propria interfaccia utente alla stregua di Samsung, HTC ecc.

Con i dispositivi Nexus siamo abituati a vede la versione Android stock, “puro”, basato sul codice sorgente AOSP. Già con il Nexus 5 e KitKat abbiamo avuto un piccolo assaggio della Google Experience con Google Now Launcher e il Google Dialer, ma a quanto pare è solo la punta dell’iceberg.

Anche se la nuova Google UI sarà realizzata in modo da avere una propria identità ben distinta, il software continuerà ad essere diffuso “liberamente” agli altri produttori che potranno decidere se adottarlo in toto oppure modificarlo a proprio piacimento pur basandosi su di esso, esattamente come avviene adesso.Google-Experience-Android-640x962

Se qualcuno si sta chiedendo se questo comporterà una frammentazione ulteriore rispetto a quanto già avviene oggi la risposta è che non credo cambierà molto, nel senso che gli OEM continueranno a personalizzare fortemente i propri device come fanno anche ora, quindi quello che, probabilmente, cambierà è l’esperienza dell’utente abituato alla versione stock di Android che si ritroverà ad avere a che fare con una interfaccia che tende a quelle personalizzate quali la Sense di HTC o la Touchwiz di Samsung.

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Naturalmente in quest’ottica rientrano perfettamente le voci sulla nuova versione Android Silver (in arrivo al Google I/O di giugno?) per la quale sarà necessario dimostrare che sarà un beneficio, per tutta la Google Experience, sia agli utenti sia ai produttori. Cosa probabilmente non semplice perché l’esperienza che Android Silver dovrà offrire dovrà differire notevolmente da Sense, TouchWiz e dalle UI degli altri OEM, ma al contempo consentire una facile integrazione proprio in tali interfacce.

Il progetto di Google è ambizioso e non semplice, ma sappiamo che a Mountain View non sono dei Nerd sprovveduti o gli ultimi arrivati che arrancano per accaparrarsi una fetta di mercato, per cui signori e signore preparatevi al cambiamento e non vi meravigliate se “Android puro” non sarà più così “puro”.

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