Logo del Play Store

Google ha recentemente introdotto delle modifiche sostanziali alle Play Store Developer Program Policies, vale a dire alle politiche che gli sviluppatori devono necessariamente seguire per creare applicazioni da pubblicare sullo Store dell’Azienda californiana, migliorandone le definizioni dal punto di vista della lingua (e quindi rendendola di più facile comprensione) ed aggiungendo qualche nuova sezione.Tali modifiche sono state apportate da BigG al fine di ridurre al minimo le app contenenti banner ingannevoli che spingono l’utente a cliccare involontariamente su di essi. Gli sviluppatori le cui applicazioni non rispettano questo regolamento, come la stessa AndroidPolice afferma, rischieranno di essere buttati fuori dal Play Store.

Google si è concentrata principalmente sui seguenti punti, cercando di far fronte al sempre crescente numero di applicazioni spam, quelle app il cui scopo non è nessuno se non quello di far guadagnare lo sviluppatore attraverso i banner. Analizzando l’aggiornamento, notiamo i seguenti punti principali:

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Promozioni in-app (regole nuove):

Le app pubblicate sul Play Store non devono in nessun caso:

  • promuovere al loro interno, attraverso l’uso di annunci ingannevoli, altre app, siti web o ancora servizi, nemmeno tramite notifiche;
  • promuovere altre applicazioni attraverso usi ingannevoli di reindirizzamenti su pagine del Play Store o a link di download al di fuori del Play Store, senza informare esplicitamente l’utente;
  • promuovere alcun tipo di servizio, app, sito web attraverso l’uso di SMS senza l’esplicito consenso dell’utente.

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Applicazioni contenenti materiale pornografico:

Per quanto riguarda tali applicazioni, Google sta lottando per tenerle al di fuori del suo Store. Leggiamo infatti l’aggiornamento della vecchia regola per quanto riguarda tale materiale:

  • (Nuova) Applicazioni che promuovono o contengono pornografia sono severamente vietate. La regola si applica a qualsiasi contenuto dell’applicazione, inclusi titoli, descrizioni, icone ed immagini in generale.
  • (Vecchia) Non è permesso alcun contenuto contenente scene di nudo, atti pornografici in forma grafica o materiale pornografico esplicito

Confrontando questa regola con la sua vecchia corrispondente nel precedente regolamento, è interessante notare come sia stato qui modificato il testo in maniera radicale, per far capire agli sviluppatori come tale materiale non sia per nulla gradito a Google sul suo Store.

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Sezione inerente i prodotti pericolosi:

Anche questa sezione è stata modificata, aggiungendo un “cavillo” che prima alcuni developer sfruttavano per reindirizzare gli utenti a del materiale che poteva danneggiare il telefono o scaricare software dannoso di qualsivoglia tipo:

  • (Nuova) E’ vietato trasmettere in maniera diretta o indiretta (come reindirizzare l’utente su siti web) software dannoso di alcuni tipo, come virus, spyware, …
  • (Vecchia) E’ vietato trasmettere software dannoso di alcun tipo, come virus, spyware, …

Il cavillo che è stato aggiunto è fondamentale. Impedisce infatti agli sviluppatori non solo di non includere software dannoso nell’app, ma anche di reindirizzare gli utenti al medesimo software attraverso l’uso di siti esterni.

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Interferenze con il Sistema Operativo:

Questa sezione è particolarmente importante. E’ quella che si occupa di bloccare nelle applicazioni le fastidiosissime modifiche che alcune app hanno nei confronti del sistema operativo Android. La modifica principale del regolamento in questo senso (illustrata come in precedenza attraverso l’illustrazione della sua vecchia e nuova versione) è la seguente:

  • (Nuova) Le applicazioni e gli ads in esse contenuti non devono in alcun modo interferire con il sistema, aggiungendo o modificando i preferiti, le impostazioni, aggiungere collegamenti alla Schermata Home, …
  • (Vecchia) Le applicazioni e gli ads in esse contenuti non devono in alcun modo interferire con il sistema, aggiungendo i preferiti, le impostazioni, aggiungere collegamenti alla Schermata Home, …

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Applicazioni gratis ed a pagamento, pagamenti in-app:

Nuova regola applicata anche in questa sezione:

  • Se la descrizione dell’applicazione sul Play Store fa riferimento ad una caratteristica di cui l’utente potrà usufruire solo in seguito ad un pagamento in-app, è obbligatorio che lo sviluppatore specifichi quali sono le features disponibili per tutti e quali quelle per cui dovrà pagare.

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Contesto degli ads nelle applicazioni:

Ultima ma non meno importante regola aggiunta alla sezione degli ads è espressa come segue:

  • All’utente dev’essere chiaro a quale applicazione fanno riferimento – e di conseguenza in quale app sono implementati – le pubblicità che visualizzerà sullo schermo.

Questa regola scoraggerà fortemente, dunque, chiunque aveva pensato di far comparire una pubblicità in posizioni strane o addirittura al di fuori della sua schermata (ad esempio, nella barra delle notifiche) rendendo così difficoltosa l’individuazione dell’app stessa, costringendo l’utente ad essere disturbato dai banner in posizioni a volte molto fastidiose senza poterle liberamente rimuovere disinstallando l’app a cui esse sono associate.

 

Abbiamo quindi visto come Google stia indirizzando in tutti i modi possibili il suo Play Store verso una strada che prevede la presenza di applicazioni con dei buoni contenuti, penalizzando fortemente le applicazioni con fini di lucro (grazie agli ads) o con fini malevoli (come quelle che spingono l’utente a scaricare software dannoso o siano esse stesse dannose per il sistema).

Al momento però, lo Store è ancora ricco di applicazioni che non rispettano appieno tali nuove modifiche, quindi staremo a vedere quanto Google si impegnerà realmente per rimuoverle o comunque dare agli sviluppatori la possibilità di modificarle.

Google chiarisce, in ogni caso, che resta comunque responsabilità dell’utente, nella scelta delle applicazioni di cui effettuerà il download dal negozio, il prestare un minimo di attenzione a non scaricare quelle che sembrino magari più sospette, preferendo possibilmente un’alternativa più nota e con un numero di recensioni positive più alto, avendo così una maggiore sicurezza data anche dal numero di persone che precedentemente hanno testato l’applicazione.

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