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Tutti conoscono Google, ma nessuno ha mai capito bene come sia possibile che nel team di Google vi sia una media di ben il 14% di addetti senza neanche il minimo diploma, ne universitario, molto spesso neanche di scuola superiore, i quali secondo le dichiarazioni di Google non hanno alcun peso sulla valutazione finale del candidato, ma vediamo i veri principi secondo i quali Google sceglie i candidati!

Molti di voi hanno visto il film “gli Stagisti”, che parla di due persone, ovviamente senza laurea ne istruzione ad-hoc che cercano di entrare in Google, ebbene, chi avrebbe mai detto che in quel film avrebbe detto la verità su come Google seleziona i candidati?

Laszlo Bock, il gran capo del personale Google ha detto apertamente cosa cercano in un candidato, ma soprattutto come vengono fatte tutte le selezioni, dichiarando apertamente che Google conta il 14% del personale senza alcun diploma!
Ovviamente l’essere bravi in informatica, matematica e nella stesura di codice conta parecchio, ma non è quello che Google cerca in maniera maggiore!
Come nel film, il tutto parte da un curriculum e da un colloquio via Hangouts in cui vengono fatte domande per nulla inerenti alla preparazione, domande strane, che sembrano sparate a caso, ma in realtà quelle domande servono a testare con certezza il modo di ragionare, perché a quanto fa comprendere Laszlo, Google cerca persone che abbiano un’abilità cognitiva (non intelletto!) molto alta, che siano capaci di elaborare sul momento soluzioni veloci, facili, magari divertenti e senza mai perdere di vista il filo del discorso.
Come secondo punto si cerca la “leadership”, la quale non è da intendersi come capacità di comandare, ma la capacità di farsi da parte, si, proprio la capacità di cedere ogni potere nel caso in cui si presenti un collega molto più preparato, da qui si ha anche l’umiltà, perché come fa sapere Laszlo, senza umità nessuno può imparare e nessuno può concordare con le idee altrui anche se sono le proprie ad essere errate!
Ovviamente, come tutte le aziende, Google cerca la capacità di lavorare in squadra, per valutare ciò però i candidati che passano il colloquio iniziale, vengono sempre messi alla prova, tramite lo sport o semplicemente lavorando.

Ma soprattutto dalle dichiarazioni si nota un fattore molto importante, la capacità e la voglia di mettersi in gioco senza considerare la possibilità di fallire o sbagliare, perché come dice Laszlo “è sbagliando che si impara”, infatti durante il periodo di stage, ossia quello che segue il colloquio via Hangouts, vengono spesso dati agli stagisti compiti quasi impossibili da completare, compiti molto duri, in modo da comprendere come essi reagiscono al fallimento o come essi riescono a cavarsela sotto pesante stress, insomma, quello che nel film viene chiamata “Googline”.
Quello che conta per Google a giudicare da tutto ciò, è il fattore psicologico, perché la conoscenza può appartenere a tutti ma il fattore psicologico del team di Google è proprio quello che ha portato e sta portando la società di Mountain View a diventare il più grosso colosso a livello informatico in tutto il mondo!

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