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Se ne era già parlato, ma forse non tutti lo ricordano. Una nuova gabella sta per colpire, e colpirà, tutti gli amanti e utilizzatori di smartphone e tablet, ma non solo.

La nuova tassa sarà applicata sull’acquisto di tutti quei dispositivi che consentono di poter effettuare copie di file, quindi chiavette Usb, hard-disk esterni, Tv con funzione di registratore e decoder. Il balzello andrà dai 5,20€ di smartphone e tablet fino ai 40€ di decoder con capacità di memoria di 400GB.

In realtà la tassa era già presente dal 2009 ma i costi erano decisamente diversi con un accredito all’utente finale di appena 90 centesimi per l’acquisto di uno smartphone e nulla per i tablet. La «Rideterminazione dei compensi per copia privata», così è definita la nuova tassa che andrà a colpire soprattutto i dispositivi low cost, per il momento è stata bloccata dal ministro Massimo Bray, responsabile del ministero dei Beni, Attività culturali e Turismo.

Difficile però che una tassa possa rimanere ferma o addirittura eliminata per cui iniziate ad abituarvi all’idea, anche perché occorre aggiungere ai valori presenti in tabella l’aliquota del 22% dovuta all’iva. La principale artefice di questo aumento spropositato della tassa è la SIAE, che ringraziamo vivamente (spero si capisco il tono puramente sarcastico) e che afferma che l’aumento è dovuto «In cambio della possibilità di effettuare una copia personale di registrazioni, tutelate dal diritto d’autore».

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In parole povere la SIAE (Società italiana autori editori) ci fa pagare una tassa per un servizio che non è detto utilizzeremo, è come mandare in galera qualcuno, chiunque di noi, perché prima o poi potrebbe commettere un reato. Infatti l’idea della SIAE è quella che se un CD o DVD, a seconda che si tratti di musica o di un film, di nostra proprietà e normalmente acquistato viene riversato su un altro dispositivo dovremmo pagare i diritti d’autore per averne realizzato una copia.

Il Corriere.it, da cui è stato estrapolato l’articolo, ha fatto due conti e pare che gli introiti della SIAE si aggirino intorno i 200 milioni di euro. Una cifra ragguardevole che non ci è dato sapere come verrà suddivisa tra i vari autori e secondo quale criterio, insomma le solite faccende all’italiana.

La SIAE ha chiesto tale aumento, forse, anche per i mancati introiti derivanti dalla pirateria informatica che in seguito a ciò credo aumenterà a dismisura per pareggiare i conti.