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Come tutti noi sappiamo, Android è un sistema operativo opensource, ovvero tutti hanno la possibilità di contribuirvi, ma allo stesso modo esistono una serie di applicazioni (Gmail, Google Play e molte altre) a codice chiuso. Stando ad una fonte anonima del famoso quotidiano inglese The Guardian, Google farebbe pagare i produttori che desiderano installare la suite di applicazioni dell’azienda: il prezzo, irrisorio se confrontato ai 15 dollari richiesti da Microsoft su Windows Phone, sarebbe di 75 centesimi di dollari per dispositivo (con inclusi i test per la certificazione del device). 

La situazione, sempre secondo il The Guardian, sarebbe principalmente legata ai grandi produttori. Ad oggi, infatti, esistono migliaia di piccole realtà che installano senza pagare nemmeno un centesimo, dal momento che le vendite sono comunque scarse. Oltre a questo, il prezzo da pagare non sarebbe effettivamente uguale per tutti, sarebbero presenti molte variabili in grado di farlo crescere (o diminuire).

Ricordando che, nonostante il giornale sia più che affidabile, la fonte è completamente anonima, ecco che Google ha prontamente risposto all’accusa con un comunicato che vuole rimuovere qualsiasi dubbio. “Mai abbiamo fatto pagare ( e mai lo faremo) un prezzo ai produttori di smartphone per le nostre applicazioni a codice chiuso, queste sono completamente gratuite, a patto di superare i relativi test di compatibilità.

Capitolo chiuso? questo non lo sappiamo, resta che tra le grandi case gli accordi sono principalmente segreti e quindi difficilmente riusciremo mai a venire a conoscenza della verità che si cela dietro queste discussioni.

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