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Iniziò qualche anno fa, con il primo smartphone che aveva lettore di impronte digitali e Android, e rilanciato quest’anno da Apple con il 5s, la rivoluzione della password non da ricordare, ma da inserire con l’impronta digitale sta andando sempre più forte! Ma la privacy è garantita? Funziona davvero?

Sensori ovunque, ecco come si evolverà la tecnologia secondo gli studiosi della Ericsson ConsumerLab, i consumatori sono sempre più attratti da queste nuove tendenze, l’uso del proprio corpo come password, impronte digitali, in alcuni casi riconoscimento della retina, uno studio contotto su 100 mila persone in più di 40 paesi ha concluso che un dispositivo che permetta di autenticarsi in “modi fantascientifici” o che permetta la comodità di saltare la password con metodi “presunti” più sicuri attira tutti!

Michael Björn, uno dei ricercatori, ha spiegato che “la tendenza più importante è la domanda sempre crescente di applicazioni e servizi in tutti settori industriali e sociali che hanno il potere di cambiare radicalmente la vita di tutti i giorni”.
Ma è davvero così sicura l’impronta digitale?
Beh, a dire il vero è sicura quanto una password, infatti spesso è stato dimostrato che potrebbe essere “aggirata” con stratagemmi che hanno l’aria da “mission impossible” ma comunque riproducibili in casa buttando via solo pochi minuti, come l’impronta falsa elaborata per “battere” il lettore di impronte nell’iPhone 5s!

Ma questa è solo una delle tendenze che attira maggiormente i consumatori, troviamo infatti il rilevamento dei battiti cardiaci, la pressione arteriosa, e moltissime altre funzioni che appunto controllano il nostro stato di salute 24 ore su 24, cui alcuni studi, hanno dimostrato che con qualche piccola variazione della tecnologia, potrà essere usato come metodo di autenticazione!

Ma il futuro non si basa solo su metodi di autenticazione, anche su feature, funzioni che potrebbero cambiare lo smartphone come lo conosciamo, infatti moltissimi vorrebbero un controllo migliore sull’utilizzo della banda, insieme al controllo sul se esso è fatturato “senza imbrogli” da parte dell’operatore, ma anche la privacy gioca un ruolo fondamentale, lo smartphone, ora come ora non è più un semplice cellulare, rappresenta un diario, un qualcosa in cui raccogliamo letteralmente tutta la nostra vita di ogni giorno, ciò implica che a nessuno piacerebbe essere frugato negli affetti personali!

Insomma, lo studio ci dimostra che ci stiamo avventurando verso un mondo dominato da sensori, i quali potranno monitorare qualsiasi cosa vogliamo, un po è da spaventarsi, ma se usati nel modo corretto, potrebbero seriamente rivoluzionare il mondo!
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